DUCATI

La Ducati Motor Holding S.p.A. è una casa motociclistica italiana. Ha la sua sede a Borgo Panigale, un quartiere diBologna

L'azienda nacque nel 1926 per volontà dell'ingegnere Antonio Cavalieri Ducati (Comacchio 2 aprile 1853 - 27 giugno 1927) con il nome di Società Scientifica Radio Brevetti Ducati, specializzata nella ricerca e produzione di tecnologie per le comunicazioni radio.

Lo scopo era di sfruttare industrialmente i brevetti del figlio Adriano, pioniere delle trasmissioni radiofoniche. Questi, benché giovanissimo, aveva realizzato il primo collegamento stabile Italia-Stati Uniti e il primo collegamento simultaneo tra i cinque continenti. Ben presto, grazie ai figli di Antonio Ducati (morto solo un anno dopo la fondazione), l'azienda cominciò ad affermarsi, per poi spaziare in svariati campi industriali. I figli Adriano, Bruno e Marcello Cavalieri Ducati iniziarono la loro attività con la produzione di un condensatore denominato "Manens", nello scantinato di un edificio situato nel centro di Bologna, in Via Collegio di Spagna. Tra il 1930 e il 1934 la produzione venne ampliata e spostata presso la villa di proprietà della famiglia Ducati, in Via Guidotti. Nel 1935 venne realizzato lo stabilimento dove hanno attualmente sede la Ducati Motor Holding Spa e la Ducati Energia Spa. La produzione venne ampliata con la realizzazione delle prime apparecchiature radiofoniche, antenne radio, i primi sistemi di comunicazione interfonica (denominati "Dufono"), proiettori cinematografici, addizionatrici (Duconta) e rasoi elettrici (Raselet). Allo stabilimento di Borgo Panigale, verso la fine degli anni trenta, vennero affiancati due ulteriori stabilimenti situati nella periferia di Bologna, a Bazzano e a Crespellano. Nel 1939 fu creata la sezione ottica con l'importante collaborazione dell'Istituto Ottico di Firenze, diretto in quegli anni dal professore Vasco Ronchi, potendo contare su ottimi tecnici provenienti dalla Salmoiraghi e dalla San Giorgio come l'ingegnere Bruscaglioni. Durante il secondo conflitto mondiale, la Ducati fu obbligata, come tante altre aziende italiane, a convertire la sofisticata produzione da uso civile a uso militare. In seguito all'armistizio dell'8 settembre 1943, la fabbrica fu occupata dalle truppe tedesche; successivamente venne bombardata e distrutta il 12 ottobre 1944.


A guerra finita, nacque la necessità di realizzare una nuova produzione da affiancare alle precedenti realizzazioni; fu così che su richiesta dell'IRI nel 1946 nacque il reparto motociclistico, come branca dell'azienda, allo scopo di produrre su licenza il Cucciolo, un motore monocilindrico di 48 cc con cambio a due velocità da applicare come propulsore ausiliario ad una normale bicicletta, progettato dall'avv. Aldo Farinelli e industrializzato dalla SIATA di Torino, che non aveva però le capacità industriali per far fronte all'insperato successo di questo prodotto. Successivamente evoluto dall'iniziale Cucciolo T1 nelle versioni T2, T0 - un T2 monomarcia - e T3 (più prestazionali, affidabili e facili da produrre) , questo venne nel frattempo applicato ad un telaio progettato dalla Caproni, ottenendo un bicimotore venduto in tutto il mondo in oltre 250.000 unità.

La sezione ottica nel 1946 realizzò la Sogno prima di una serie di microcamere, variando durante gli anni in diverse versioni e modelli che tuttavia si dimostrarono un insuccesso a causa della scarsa reperibilità dei rullini e l'elevato prezzo di vendita, per questo nel 1952 la produzione fu cessata e nel 1953 la sezione ottica venne chiusa durante una ristrutturazione aziendale. Nel 1948 i fratelli Ducati cedettero la proprietà dell'azienda alle partecipazioni statali. Adriano emigrò negli Stati Uniti dove entrò nella Plamadyne e diede importanti contributi allo sviluppo di motori al plasma per la NASA. Nel 1954 avvenne la scissione dell'azienda in Ducati Meccanica e Ducati Elettrotecnica: la Ducati Meccanica seguì la realizzazione di motoveicoli, mentre la Ducati Elettrotecnica continuò la strada inizialmente percorsa dalla famiglia Ducati.

Sempre nel 1954 venne assunto in Ducati Meccanica Fabio Taglioni, il geniale progettista romagnolo che sviluppò per Ducati, tra il 1954 e il 1984, oltre mille progetti di moto e motori, ma soprattutto le tecnologie a tutt'oggi utilizzate, e rispettivamente il sistema desmodromico, il motore bicilindrico e il telaio a traliccio. Durante questo periodo la casa produsse 2 scooter, il Cruiser e il Brio, rispettivamente nel 1952 e 1963

ドゥカティモーターホールディングS.p.A.イタリアのオートバイ会社です。ボローニャ地区ボルゴ・パニガレに本社を置いています。


同社は、技術者の意志アントニオ・カバリエリドゥカティ(コマッキオ1853年4月2日 - 1927年6月27日)によって1926年に設立された科学協会ラジオBrevettiドゥカティの名前で、無線通信のための技術の研究と製造を専門としています。その目的は、ラジオ放送のパイオニアである息子アドリアーノの特許を工業的に利用することでした。後者は非常に若いが、イタリアと米国の最初の安定したつながりと5大陸間の最初の同時接続を行っていた。まもなく、アントニオドゥカティの子どもたちのおかげで、同社はそれ自身を確立し、その後、様々な産業分野に拡大し始め、(唯一の土台年後に死亡しました)。息子アドリアーノ、ブルーノとマルチェロ・カバリエリドゥカティはボローニャ、スペインのビア・カレッジの中心部に位置し、建物の地下に、「Manens」と呼ばれるコンデンサの製造とその活動を開始しました。 1930年から1934年の間に生産が拡大したとのVia Guidottiで、ドゥカティの家族が所有する別荘で移動しました。

1935年に、それは彼らが現在、Ducatiモーターホールディング社とドゥカティエネルギアスパをベースとしている工場を建設しました。生産は、最初の無線設備の建設、無線アンテナ、最初のインターコム通信システム(「Dufono」と呼ばれる)、プロジェクターで拡大されましたフィルム、添加物(Duconta)、電気かみそり(Raselet)ボルゴ・パニガーレの工場で、30代後半では、彼らがボローニャ、バッツァーノとCrespellanoの郊外にある2つの他の植物を接合しました。

1939年に彼はBruscaglioniエンジニアとしてSalmoiraghiとサンジョルジョからの優秀な技術者に頼って、教授バスコ・ロンキによってその時に向けフィレンツェの光学研究所の重要なコラボレーションと光学部を、作成しました。

第二次世界大戦中、ドゥカティはイタリアの他の多くの企業と同じように、洗練された生産を民間から軍事に転用しなければならなかった。 1943年9月8日の停戦後、工場はドイツ軍によって占拠された。続いてそれは1944年10月12日に爆破され、破壊された。

戦争の終わりには、以前の成果を補完するための新しい生産を生み出す必要が生じました。それは子犬にライセンスを生成するために、会社の支店として、オートバイ部門が生まれた1946年にIRIの要求に応じて、2速ギアボックスと48のccの単気筒エンジンは、通常の自転車に補助動力ユニットとして適用されるということでした、avvによって設計された。しかし、生産能力は、この製品のall'insperato成功を満たすためにいなかったトリノのSIATA、によって工業化アルドファリネッリと。単一速度T2 - - 後にはT2のバージョン、T0における初期T1子犬から進化およびT3(より高い性能、信頼性が高く、製造が容易)、これはその間に世界中で販売されている原動機付自転車を取得し、カプロニによって設計されたフレームに適用しました。 250000以上のユニットで。

1946年光学部は、しかしながら、1952年にこのため、ローラの希少可用性と高い販売価格に起因する故障、であることが証明され、異なるバージョンとモデルにおける年間変動する、第一のマイクロ一連の夢を実現しました生産が終了し、1953年に光学部門は企業の再編中に閉鎖された。

1948年、ドゥカティの兄弟は、会社の所有権を国庫に譲渡した。アドリアーノは米国に移住し、Plamadyneに加わり、NASAのプラズマエンジンの開発に重要な貢献をしました。ドゥカティMECCANICAオートバイの構築に続いて、ドゥカティ電気は、最初はドゥカティの家族が走行する道路に行ってきました:1954年には、分割会社ドゥカティドゥカティ機械電気が来ました。また、1954年に彼はドゥカティMECCANICAファビオ・タリオーニ、1954年から1984年の間、千のオートバイやエンジンの設計より、今日まで使用されているすべての技術の上に、ドゥカティ用ロマーニャを開発した華麗なデザイナー、それぞれデスモドロミックシステムによって雇われました、ツインシリンダーエンジンとトラスフレーム。

この期間中、家は1952年と1963年にそれぞれ2台のスクーター、クルーザーとブリオを生産しました

A partire dal 1975 la Ducati passò sotto il controllo dello Stato italiano tramite l'EFIM, che cedette l'azienda nel 1978 alla VM Motori (anch'essa sotto controllo statale, facendo all'epoca parte della galassia Finmeccanica), che si occupava soprattutto di motori diesel industriali e automobilistici: questo, unito alle difficoltà sul mercato patite dalla Casa per mano delle Case giapponesi (specialmente quello statunitense), videro l'azienda concentrarsi sulla produzione di motori diesel per conto della controllante e a toglier le moto dalla lista delle priorità. Risultati di questi fattori furono il tracollo delle vendite, passate da 7000 moto vendute nel 1981 a meno di 2000 nel 1984, e il mancato rinnovo della gamma, che vide le "Desmo a coppie coniche" uscire di produzione nel 1982, la Pantah necessitare di un rinnovo e le "Bicilindriche Desmo Parallele" 350cc e 500cc non far breccia sul mercato: fu questo il periodo della bocciatura del progetto Ducati Bipantah. Nel 1979 Finmeccanica aveva dato vita al raggruppamento diesel che affiancava la Ducati alla VM di Cento e di Trieste, la Isotta Fraschini di Bari e di Saronno e il Centro esperienze studi impiego diesel (Cesid), con una produzione motoristica diversificata. Altro effetto negativo della gestione statale fu lo stop all'impegno agonistico, ritenuto un "lusso" che non ci si poteva permettere, tanto che il ruolo di "squadra corse" della Ducati fu svolto dalla scuderia bolognese NCR (Nepoti Caracchi Rizzi, poi Nepoti Caracchi Racing), col supporto dell'ing. Fabio Taglioni (Direttore tecnico Ducati) e di Franco Farné (Capo meccanico della squadra ufficiale): questo mise a repentaglio il futuro dell'azienda, che promuoveva la sua immagine grazie ai successi sportivi. Nel frattempo, nei primi anni ottanta, la varesina Cagiva aveva stretto con la casa bolognese un accordo di fornitura dei motori Pantah per poter creare le proprie moto di grossa cilindrata: col tempo i rapporti si strinsero e nel 1985 i fratelli Claudio e Gianfranco Castiglioni acquistarono la Ducati dalla VM Motori, con l'idea di spostare la produzione delle moto a Varese, per lasciare a Borgo Panigale l'assemblaggio dei motori "Pantah

L'azienda varesina Cagiva mantenne il controllo fino al 1996, anno in cui il Texas Pacific Group acquistò il 51% delle azioni, e questo decennio fu caratterizzato da forti investimenti nelle competizioni, coi successi nelle gare Superbike a trainare le vendite dell'azienda

Il Texas Pacific Group acquistò il rimanente 49% della Ducati nel 1998; l'anno successivo l'azienda mutò denominazione in Ducati Motor Holding SpA e il fondo texano collocò sul mercato oltre il 65% delle azioni possedute. Nello stesso anno fu organizzata la prima edizione del World Ducati Week (WDW): la settimana dedicata ai tifosi Ducatisti. In quell'occasione fu inaugurato il nuovo Museo Ducati, che raccoglie i veicoli da competizione dal Cucciolo fino alle moderne Desmosedici Nel 2006 il marchio Ducati è ritornato in mani italiane con l'acquisto da parte di Investindustrial Holdings, la finanziaria di Andrea Bonomi, di una quota consistente del capitale sociale. Nel 2007 c'è stato un ritorno all'utile, chiudendo con un giro d'affari di quasi 398 milioni di euro, in aumento del 30,5% rispetto ai 305 milioni dell'anno precedente. I principali azionisti dell'anno sono: Invest International Holdings Ltd., tramite World Motor S.A; Hospitals of Ontario Pension Plan, tramite World Motors White Sca; BS Investimenti SGR S.p.A, tramite World Motor Red Sca; Columbia Wanger Asset Management LP; Reach Capital Management LLC; Giorgio Seragnoli, tramite King S.p.A. 2008 A partire dal 1975 la Ducati passò sotto il controllo dello Stato italiano tramite l'EFIM, che cedette l'azienda nel 1978 alla VM Motori (anch'essa sotto controllo statale, facendo all'epoca parte della galassia Finmeccanica), che si occupava soprattutto di motori diesel industriali e automobilistici: questo, unito alle difficoltà sul mercato patite dalla Casa per mano delle Case giapponesi (specialmente quello statunitense), videro l'azienda concentrarsi sulla produzione di motori diesel per conto della controllante e a toglier le moto dalla lista delle priorità. Risultati di questi fattori furono il tracollo delle vendite, passate da 7000 moto vendute nel 1981 a meno di 2000 nel 1984, e il mancato rinnovo della gamma, che vide le "Desmo a coppie coniche" uscire di produzione nel 1982, la Pantah necessitare di un rinnovo e le "Bicilindriche Desmo Parallele" 350cc e 500cc non far breccia sul mercato: fu questo il periodo della bocciatura del progetto Ducati Bipantah. Nel 1979 Finmeccanica aveva dato vita al raggruppamento diesel che affiancava la Ducati alla VM di Cento e di Trieste, la Isotta Fraschini di Bari e di Saronno e il Centro esperienze studi impiego diesel (Cesid), con una produzione motoristica diversificata. Altro effetto negativo della gestione statale fu lo stop all'impegno agonistico, ritenuto un "lusso" che non ci si poteva permettere, tanto che il ruolo di "squadra corse" della Ducati fu svolto dalla scuderia bolognese NCR (Nepoti Caracchi Rizzi, poi Nepoti Caracchi Racing), col supporto dell'ing. Fabio Taglioni (Direttore tecnico Ducati) e di Franco Farné (Capo meccanico della squadra ufficiale): questo mise a repentaglio il futuro dell'azienda, che promuoveva la sua immagine grazie ai successi sportivi. Nel frattempo, nei primi anni ottanta, la varesina Cagiva aveva stretto con la casa bolognese un accordo di fornitura dei motori Pantah per poter creare le proprie moto di grossa cilindrata: col tempo i rapporti si strinsero e nel 1985 i fratelli Claudio e Gianfranco Castiglioni acquistarono la Ducati dalla VM Motori, con l'idea di spostare la produzione delle moto a Varese, per lasciare a Borgo Panigale l'assemblaggio dei motori "Pantah L'azienda varesina Cagiva mantenne il controllo fino al 1996, anno in cui il Texas Pacific Group acquistò il 51% delle azioni, e questo decennio fu caratterizzato da forti investimenti nelle competizioni, coi successi nelle gare Superbike a trainare le vendite dell'azienda Il Texas Pacific Group acquistò il rimanente 49% della Ducati nel 1998; l'anno successivo l'azienda mutò denominazione in Ducati Motor Holding SpA e il fondo texano collocò sul mercato oltre il 65% delle azioni possedute. Nello stesso anno fu organizzata la prima edizione del World Ducati Week (WDW): la settimana dedicata ai tifosi Ducatisti. In quell'occasione fu inaugurato il nuovo Museo Ducati, che raccoglie i veicoli da competizione dal Cucciolo fino alle moderne Desmosedici Nel 2006 il marchio Ducati è ritornato in mani italiane con l'acquisto da parte di Investindustrial Holdings, la finanziaria di Andrea Bonomi, di una quota consistente del capitale sociale. Nel 2007 c'è stato un ritorno all'utile, chiudendo con un giro d'affari di quasi 398 milioni di euro, in aumento del 30,5% rispetto ai 305 milioni dell'anno precedente. I principali azionisti dell'anno sono: Invest International Holdings Ltd., tramite World Motor S.A; Hospitals of Ontario Pension Plan, tramite World Motors White Sca; BS Investimenti SGR S.p.A, tramite World Motor Red Sca; Columbia Wanger Asset Management LP; Reach Capital Management LLC; Giorgio Seragnoli, tramite King S.p.A. 2008 Moto Ducati da gara in esposizione nella sala 3 de "Il MotoGP della Fisica", all'interno del Laboratorio "Fisica in Moto" Nel 2008 Ducati ha concesso il proprio marchio all'azienda italiana Onda Communication per la produzione di una linea di periferiche per la connessione internet tramite rete cellulare. In seguito, per ragioni riorganizzative della catena di controllo dell'azienda, la finanziaria stessa e i suoi soci istituzionali hanno provveduto ad un'OPA sulla totalità delle azioni ordinarie di Ducati non detenute. Al termine delle varie operazioni finanziarie, comprendenti operazioni di fusione per incorporazione, l'azienda ha cambiato i suoi dati fiscali senza peraltro cambiare la denominazione con cui è conosciuta e il titolo Ducati è stato ritirato dalla quotazione in Borsa alla fine del 2008. Il 18 aprile 2012 viene annunciata l'acquisizione di Ducati Motor Holding SpA da parte della Lamborghini Automobili S.p.A.: il gruppo Investindustrial emette un comunicato stampa che informa di aver raggiunto un accordo per la vendita della propria quota. Inoltre viene anche comunicato che gli investitori Hospitals of Ontario Pension Plan e BS Investimenti, hanno venduto anch'essi le loro partecipazioni in Ducati. In attesa di procedimenti burocratici e via libera definitivo, l'operazione ha ricevuto l'autorizzazione a procedere da parte dell'antitrust dell'Unione Europea nel giugno 2012. Ad operazioni ultimate la Ducati entrerà quindi a far parte del gruppo automobilistico Volkswagen AG. A seguito della stessa operazione, la casa di elaborazione AMG (del gruppo Mercedes Benz), con cui Ducati aveva sviluppato una collaborazione da cui erano nati un modello esclusivo, la Ducati Diavel AMG, e una serie di altri prodotti commerciali, scioglie formalmente l'alleanza per "acquisto della compagnia da parte di un produttore rivale". Tutti i prodotti con il logo Ducati-AMG escono quindi di produzione

Nel 1954 viene assunto l'ingegnere Fabio Taglioni (1920-2001), che caratterizzerà le motociclette Ducati per tutta la seconda metà del secolo.

Nel 1956 applica per la prima volta la distribuzione desmodromica ad un motore motociclistico: la Desmo 125 GP, che manca di poco la conquista dell'alloro mondiale. Nel 1963 si cimenta con un prototipo destinato appositamente al mercato statunitense di sempre maggiore importanza per la casa; nasce così la Ducati Apollo 1260, che però resterà un esemplare unico.

Negli anni settanta sviluppa il motore bicilindrico per la 750 GT che diventa uno dei fiori all'occhiello della produzione della Casa di Borgo Panigale. Sempre negli stessi anni uno dei modelli di maggior successo della casa fu lo Scrambler dotato di motori monocilindrici da 125, 250, 350 e 450 cm³.

Tra le realizzazioni della casa bolognese è possibile menzionare la 750 SS, introdotta nel 1974, la prima Ducati con motore a L di 90°, equipaggiata dal sistema desmodromico.

Nel 1975 esce la 900SS, nel 1977 la Darmah, nel 1980 la Mike Hailwood Replica e nel 1982 la 900 S2. Il ciclo delle "desmo coppie coniche" si chiude nel 1986 con le 1000 (MHR e S2), prodotte in un numero limitato di esemplari, con la MHR che risulta il modello più venduto di questa famiglia, con 7000 esemplari tra il 1979 e il 1986.

La Pantah 500 venne introdotta nel 1979, disegnata sempre da Fabio Taglioni è la prima Ducati del nuovo corso con il motore dotato di comando della distribuzione a cinghia, ma ancora a 2 valvole e raffreddamento ad aria.

Da questo nuovo motore derivano tutti gli altri modelli giunti fino ai nostri giorni, vincitori su tutte le piste del mondo. Arriveranno presto la 750 F1 del 1985 (di cui verrà allestita una versione "Laguna Seca" per celebrare la vittoria sulla pista californiana di Marco Lucchinelli che rimane l'ultima vittoria a pari cilindrata di un bicilindrico contro le quattro cilindri giapponesi nel mondiale per derivate di serie che diverrà la attuale Superbike) e la Paso del 1986, prima moto da strada totalmente carenata, disegnata da Massimo Tamburini, uno dei due fondatori della Bimota.

Di questi anni sono pure le poco fortunate custom della serie "Indiana" e le Cagiva Elefant con motore Ducati.


La 851 progettata dall'ing. Massimo Bordi, presentata nel 1987, fu la capostipite delle moderne 4 valvole raffreddate a liquido, la prima ad adottare il motore Desmoquattro, basato sulla tesi di laurea dello stesso ing. Bordi

il Monster venne invece introdotto nel 1993, disegnato da Miguel Galluzzi e la 916 nel 1994, disegnata da Massimo Tamburini. Quest'ultima venne sviluppata negli anni seguenti con i nomi (derivati dall'aumento della cilindrata) di Ducati 996 e Ducati 998. Ducati ST4 Nel 1997, ancora con il contributo di Miguel Galluzzi, la Ducati ha presentato la serie ST (sport-turismo) che si è proposta come una serie di motociclette sportive dall'utilizzo più fruibile, più protettive e comode anche per il passeggero ed in grado di poter essere facilmente equipaggiabili con borse e bauletti per i bagagli necessari per affrontare lunghi viaggi. La serie ST comprende la ST2 (motore a 2 valvole di 944 cm³ raffreddato a liquido), la ST4 (916 cm³, quattro valvole), la ST4S/ST4S ABS (996 cm³, prima moto italiana ad essere equipaggiata con dispositivo ABS) e la ST3; la produzione di questa serie viene cessata nel 2007. Ducati 749 Un'altra particolarità della casa emiliana è quella di essere stata la prima a mettere in vendita una motocicletta solamente via internet, nel 2000 con la Ducati MH900e. Grazie al successo dell'iniziativa nasce una società apposita destinata al commercio elettronico, la Ducati Com. Nel 2002 nasce la Ducati 999 (disegnata dal sudafricano Pierre Terblanche) che sancisce la fine della gloriosa serie 916, 996, 998 (l'ultima versione della 998 fu la Final Edition). La 999 non ottiene gli stessi entusiastici consensi delle sue progenitrici ma certo non sfigura nel mondiale superbike vincendo il titolo al suo primo anno di corse con l'inglese Neil Hodgson nel 2003 e successivamente con un altro inglese, James Toseland. Il dominio Ducati si interrompe nel 2005, con la vittoria di Suzuki con l'australiano Troy Corser, per poi continuare nel 2006 con l'australiano Troy Bayliss già vincitore del titolo nel 2001 su Ducati 996. Nel 2003 viene presentata la Ducati Multistrada è una moto di categoria "on/off-road". Al momento della presentazione l'unica cilindrata offerta era di 1 000 cm³, è stata affiancata nel 2005 dalla versione minore di 620 cm³, prodotte entrambe fino al 2006. Nel catalogo del 2007 sono presenti due versioni della Multistrada: la 1100 e la 1100 S che verranno prodotte fino al 2009. Entrambe montano un motore bicilindrico a L di 1078 cm³ da 95 CV. Lo stesso motore equipaggia la Ducati Hypermotard, con la differenza che nel motore di quest'ultima la frizione è a secco. La versione base è disponibile in una sola colorazione, rossa, mentre per la versione S esistono anche le colorazioni nera e bianco perla. Nel 2010 è stata presentata la seconda serie, con un design completamente rivisto e nella nuova cilindrata da 1200 cm³, questa nuova serie viene sempre presentata nelle due versioni "base" e "S". Per quanto riguarda un particolare il Multistrada torna al passato, utilizzando 1 candela per cilindro anziché il sistema dual spark; inoltre guadagna il basamento Vacural che le fa perdere qualche kg, più altre parti che limano ancora il peso, inoltre la strumentazione è come quella della Ducati Streetfighter Nel 2005 viene presentata la nuova serie SportClassic che inizialmente consta di due modelli: la PaulSmart 1000LE e la Sport1000, entrambe prodotte nella serie versione monoposto. A partire dal 2006 la gamma SportClassic viene ulteriormente ampliata con i modelli Sport1000 Biposto e GT1000, mentre nel 2007 viene presentata la Sport1000S. La gamma SportClassic, disegnata sempre da Pierre Terblanche, si colloca nel segmento delle moto "modern classic", cioè moto che seppur mantenendo contenuti tecnici moderni, riprendono per forme e grafica le moto Ducati prodotte negli anni '70, quali la 750 SS o la 750 GT. Tutte le moto della gamma sono dotate del propulsore a L a due valvole con comando desmodromico da 992cc. Sempre nel 2006, in linea con quanto dichiarato dal presidente Minoli al World Ducati Week 2004, è stata presentata la versione stradale della Desmosedici, la moto che corre nel motomondiale classe MotoGP: si chiama Desmosedici RR, prima moto stradale sul mercato strettamente derivata da un prototipo da corsa. Il 2007 invece vede due novità nella gamma della casa di Borgo Panigale. La prima è l'erede della 999: si chiama 1098, declinata nelle versioni 1098, 1098s e 1098s Tricolore, è dotata di un motore bicilindrico stradale che eroga 160cv; la seconda è la Hypermotard, con cui Ducati scende nel campo delle supermotard. La nuova Ducati 1199 Panigale S entrata in commercio nel 2012. Alla fine del 2007 viene messa in produzione anche la versione R della 1098. La 1098R, con una cilindrata di 1198.4cc eroga una potenza di 180 CV (132.4 KW) a 9750 giri/min per 165 kg di peso complessivo. Nel 2008, dopo 15 anni di onorato servizio, il Monster viene rimpiazzato da un nuovo modello denominato Monster 696 che sostituisce il vecchio Monster 695 completamente ridisegnato con una nuova impronta stilistica e soluzioni tecnica d'avanguardia come le pinze dei freni radiali Brembo, i tubi dei freni di tipo aeronautico, il cruscotto completamente digitale e la frizione ATPC antisaltellamento. A maggio 2008 l'autorevole rivista di settore "Motociclismo", attraverso la partecipazione popolare dei propri lettori, incorona la Ducati come il costruttore di moto sportive per antonomasia riempiendo il podio nella sezione sportive con i modelli 1098, Desmosedici RR e 848. Altri riconoscimenti si hanno nelle sezioni supermotard (primo con la Hypermotard) e naked (seconda con la Monster 696). Nel gennaio 2012, dopo la presentazione all'EICMA di Milano, entra in catena di produzione il nuovo modello stradale di punta, la Ducati 1199 Panigale. A novembre 2014, viene presentato all'EICMA la nuova 1299 Panigale, che sostituisce la vecchia 1199 Panigale (che viene tuttavia rinnovata nella versione Panigale R per poter essere utilizzata nel mondiale superbike). In occasione dell'Intermot 2016, dopo aver ampliato la gamma Scrambler, Ducati presenta la SuperSport, una sportiva "quotidiana" da 937cc e capace di erogare ben 113 cv. Dotata di una buona autonomia, in virtù del serbatoio da 16 litri, la "piccoletta" di Borgo Panigale monta l'ultima versione del traliccio Ducati, capace quest'ultimo e di aumentarne la maneggevolezza e di ridurne considerevolmente il peso (210 kg).

DUCATI CORSE

Logo della Ducati Corse. Ducati Corse è il reparto che gestisce le competizioni delle squadre ufficiali di Ducati Motor Holding S.p.A. che, per circa un decennio, è esistito anche con una ragione sociale propria come Ducati Corse Srl prima di essere riassorbito nella casa madre. L'organizzazione è composta da due gruppi che lavorano autonomamente, scambiandosi però informazioni e dati; il più vecchio è quello che si occupa delle competizioni destinate alle derivate di serie: Superbike, Supersport e Superstock, il più recente, anche il più numeroso e più strutturato, si occupa dei prototipi per la MotoGp. All'interno di Ducati Corse vengono progettate e costruite le moto da corsa, esistono 3 team di sviluppo veicolo che si occupano di portare in pista i nuovi aggiornamenti e di testarli prima di avallare il loro utilizzo sulle moto da gara, che vengono poi seguite dai "team gara". All'interno del reparto vengono anche creati i nuovi software per la gestione elettronica delle moto. Nel 2011 l'incarico di direttore generale è occupato da Filippo Preziosi, mentre dal 2014 la carica viene occupata da Luigi Dall'Igna.

Dopo i primi record di velocità di categoria ottenuti con il primo prodotto motociclistico della casa, il Ducati Cucciolo, alla fine degli anni quaranta, l'attività sportiva ha avuto inizio nel settore delle piccole cilindrate all'inizio degli anni cinquanta dopo l'entrata in azienda di Fabio Taglioni. Le prime presenze nelle classifiche del motomondiale risalgono al 1956 con la conquista dei primi punti al Gran Premio motociclistico delle Nazioni; la prima vittoria arriva invece due anni dopo in occasione del Gran Premio motociclistico del Belgio della classe 125, ottenuta con alla guida Alberto Gandossi.

Nel 1960 Ducati si presentò nelle competizioni anche nella classe 250 e, grazie a Mike Hailwood ottenne i suoi primi punti; fu nel motomondiale 1971 che ottenne invece i suoi primi punti nella classe regina della 500 con il pilota Phil Read. Sempre negli anni settanta si videro anche i primi successi nel campo delle competizioni destinate alle moto derivate dalla serie e nel 1978 Hailwood ottenne il titolo iridato nel Campionato mondiale Formula TT.

Ducati è stata presente nelle competizioni del Campionato Mondiale Superbike fin dalla sua prima edizione nel 1988, quando ha debuttato la Ducati 851 pilotata da Marco Lucchinelli. Fino al 2016 ha poi ottenuto 17 titoli mondiali costruttori sulle 23 stagioni disputate, superando nettamente qualsiasi avversario; anche per quanto riguarda il titolo riservato ai piloti, in 14 occasioni è stato ottenuto da piloti equipaggiati con moto Ducati. Negli anni si susseguono alla guida della moto italiana alcuni tra i più noti piloti tra cui Pierfrancesco Chili, Troy Corser, Raymond Roche, Régis Laconi e l'idolo dei ducatisti "King" Carl Fogarty che con la 916 e versioni successive ha conquistato 4 titoli mondiali.

In seguito a un incidente, che chiuderà la carriera di Foggy, Ducati, dopo una tormentata ricerca, trova in Troy Bayliss il degno sostituto del pilota inglese. L'australiano non impiega molto a conquistare i ducatisti, infatti già alla sua seconda gara da pilota ufficiale, sul tracciato di Monza, mostra il suo talento in una famosa staccata che lo porta dalla quarta alla prima posizione; finisce quarto entrambe le manche ma con il tripudio dei meccanici gli viene chiesto di restare nel campionato mondiale, abbandonando quello americano. Alla gara successiva, sul circuito di Hockenheim, conquista la sua prima vittoria iridata.

Bayliss si farà apprezzare poi nelle stagioni 2001 e 2002, nella prima delle quali conquista il suo primo titolo mondiale e in quella successiva che, nonostante una lunga serie di doppiette, chiude al secondo posto dopo aver lottato sino all'ultima curva dell'ultima manche con il rivale Colin Edwards alla guida di una Honda.

Nel Mondiale Superbike del 2003 prende la denominazione di Team Ducati Fila, portando al debutto ed all'immediato trionfo la 999, che conquista sia il titolo piloti con l'inglese Neil Hodgson davanti al compagno di squadra Rubén Xaus, che il titolo costruttori. Quell'anno si corse in 12 nazioni, per un totale di 24 gare, di cui 13 vinte da Hodgson (9 consecutive) e 7 da Xaus. Grazie poi alle vittorie di James Toseland, Pierfrancesco Chili e Shane Byrne, che guidavano la vecchia Ducati 998 per conto di team privati, la casa italiana si aggiudica tutte le gare del campionato. Nel 2004 il team ufficiale decide di cambiare piloti, e la nuova 999F04 viene affidata all'inglese James Toseland al francese Régis Laconi. La Ducati vince 10 gare su 22, di cui 7 per merito di Laconi, che però pagò cara la scarsa costanza di risultati e dovette accontentarsi del titolo di vicecampione del mondo, alle spalle del compagno di marca. Infatti Toseland con solo 3 vittorie, ma numerosi piazzamenti a punti si laurea campione del mondo proprio all'ultima gara, in Francia. La 999 vince altre 7 gare grazie a Noriyuki Haga (6 vittorie) e Garry McCoy (1 vittoria), che nel 2004 conducono per conto di team privati la 999RS, ossia la 999 dell'anno precedente. Nel 2004, la Ducati ottiene dunque sia il titolo piloti che quello costruttori. Rubén Xaus nel 2007 con la Ducati 999 F06 del Team Sterilgarda Nonostante la superiorità tecnica dimostrata nel biennio 2003-04, nel mondiale 2005 il team ufficiale (ora Team Ducati Xerox), non riesce a riconfermare con la 999F05 gli strepitosi risultati a cui era abituata.

Ancora una volta i piloti sono Toseland e Laconi, che ottengono rispettivamente il quarto e sesto posto in classifica generale, con 1 e 3 vittorie a testa. La 999 vince due gare anche con Lorenzo Lanzi, al quale, nelle ultime gare, viene assegnata una moto ufficiale nonostante il team privato Ducati SC Caracchi. Il team Ducati Xerox deve quindi abdicare in favore della Suzuki del Team Alstare guidata da Troy Corser, per la più classica delle "vendette degli ex". Nel 2006 però i riflettori tornano ad essere puntati sulla moto rossa, grazie soprattutto al ritorno in Superbike del pilota australiano Troy Bayliss, reduce da tre non troppo felici stagioni in MotoGP, le prime due delle quali alla guida della Ducati. A Bayliss viene affiancato l'emergente Lorenzo Lanzi. I due si trovarono a gestire la rinnovata 999, ora rinominata 999F06. L'italiano non impressiona più di tanto, e chiude all'ottavo posto assoluto nel campionato, con un doppio terzo posto in Spagna come miglior risultato stagionale. Chi impressiona è invece l'australiano, già vincitore del campionato 2001 sempre con la Ducati. Nonostante nel 2006 Bayliss sia l'unico pilota a vincere con una Ducati, l'enorme numero di vittorie (12) e di piazzamenti, consente alla casa italiana di conquistare senza problemi i titoli piloti e costruttori. L'ultima evoluzione della 999 da competizione è la F07, modello però praticamente invariato dall'anno procedente. Con questo modello i piloti del team ufficiale, Troy Bayliss e Lorenzo Lanzi, ottengono diversi piazzamenti a punti, oltre a sette vittorie del pilota australiano. Un'ulteriore gara viene vinta dal catalano Rubén Xaus in sella a una 999 F06 affidata al Team Sterilgarda. Nonostante ciò non riusciranno ad aggiudicarsi il mondiale, condizionato da qualche ritiro, dal grave infortunio di Bayliss e da un mezzo ormai poco competitivo nei confronti delle 4 cilindri giapponesi di 1000cc. In classifica piloti, la Ducati deve quindi accontentarsi del 4° poto di Bayliss e del 7° di Lanzi. In classifica costruttori, la casa italiana chiude invece al 3º posto dietro a Yamaha e Honda. Dal campionato 2008, la Ducati ha deciso di mandare in pensione la vincente ma obsoleta 999, il cui testimone è stato raccolto dalla Ducati 1098. In totale la 999, nelle sue varie versioni ed evoluzioni, ha preso parte a 120 gare del mondiale superbike, ottenendo in tutto 63 vittorie, ossia più di tutte le altre moto messe insieme. Troy Bayliss guida la 999F07, nel Mondiale Superbike 2007 Nella stessa stagione al team ufficiale nel Campionato mondiale Superbike viene affiancato un altro team nel Campionato Superstock 1000 (categoria propedeutica alla Superbike) con la denominazione di Ducati Xerox Junior Team. Le finalità di questo Team sono quelle di far crescere giovani piloti, facendogli fare esperienza con moto dalla cilindrata elevata, per poi farli esordire in classi maggiori. Nell'annata d'esordio per la squadra junior i risultati non tardano ad arrivare, infatti Niccolò Canepa vince immediatamente il titolo con 161 punti frutto di 2 vittorie e 6 piazzamenti a podio che gli consentono di sopravanzare di sole 4 lunghezze un altro giovane pilota italiano Claudio Corti. Tale vittoria resterà storica, difatti viene ricordata come il primo successo iridato della Ducati 1098 (qui nella versione "S") in una competizione motociclistica sportiva. Infatti la Ducati, in attesa dei cambi di regolamento nel Campionato mondiale Superbike del 2008, anticipò i tempi schierando il nuovissimo modello nella Superstock 1000 FIM Cup. L'altro pilota del team junior, l'australiano Brendan Roberts si classifica 10º nello stesso campionato a 96 punti di distacco dal compagno di squadra ottenendo una vittoria. Nel 2008 Ducati si presenta al campionato mondiale con la nuovissima Ducati 1098R, pilotata da Troy Bayliss e dal giovane Michel Fabrizio. Con tre gare di anticipo sul termine del campionato Bayliss conquista la sua terza iride nel mondiale delle derivate di serie. Nello stesso anno Ducati, per la prima volta nella sua storia, fornisce ai team clienti la stessa moto (almeno ad inizio stagione) del team ufficiale, differenziata unicamente da alcune parti della ciclistica e del controllo elettronico della gestione motore. I team satellite sono così in grado di schierare moto assolutamente competitive con Max Biaggi e Rubén Xaus del Team GMB, Lorenzo Lanzi dell'RG team e Jakub Smrž del Team Guandalini Racing. Anche Brendan Roberts, pilota di punta del Ducati Xerox Junior Team, vince il titolo nel Campionato Superstock 1000, prendendosi ciò che l'anno prima, a causa di un infortunio, non aveva nemmeno potuto tentare di raggiungere. Al termine della stagione 2008 il 3 volte campione del mondo Troy Bayliss lascia definitivamente le competizioni, e viene rimpiazzato da Noriyuki Haga. La stagione 2009 porta l'ennesimo titolo costruttori, mentre il campionato piloti viene vinto da Ben Spies su Yamaha che ha preceduto di soli 6 punti Noriyuki Haga, dopo un lungo confronto risoltosi a favore dell'americano solo all'ultimo gran premio. Al termine del 2009, la squadra subisce una rivoluzione tra le figure dirigenziali di rilievo. Davide Tardozzi si trasferisce alla BMW portando nel team bavarese altre figure di rilievo dal team italiano. Il posto di team manager viene preso da Ernesto Marinelli e cambiano anche alcuni responsabili tecnici per entrambi i piloti. La stagione 2010 è al di sotto di ogni aspettativa, con Haga solamente 6° nella classifica finale e Michel Fabrizio addirittura 8°. La Ducati meglio piazzata sarà quella privata di Carlos Checa del Team Althea, piazzatosi 3º, alle spalle di Max Biaggi (Aprilia) e Leon Haslam (Suzuki). Al termine della stagione Ducati Corse annuncia il ritiro della struttura ufficiale dalle competizioni delle derivate di serie, pur garantendo l'appoggio tecnico alle strutture private. Nel 2011 Carlos Checa con una Ducati 1098R del team Althea riesce ad aggiudicarsi ben 15 gare, consegnando alla Ducati il quattordicesimo titolo piloti della sua storia. Nella stessa stagione, grazie all'ottima stagione di Checa ma anche grazie ai piloti del team Liberty Racing, la casa italiana si aggiudica anche il titolo costruttori. Nel 2012 il team Althea affianca al campione del mondo Carlos Checa il debuttante Davide Giugliano (vincitore della Superstock 1000 FIM Cup nel 2011). I risultati stagionali vedono Checa in quarta posizione in classifica mondiale e Giugliano al decimo posto. Per la stagione 2013 il team Alstare diventa nuova squadra di riferimento della Ducati per il mondiale Superbike (cambiamento dovuto al fatto che il team Althea passa a motociclette Aprilia), con piloti Carlos Checa e Ayrton Badovini, equipaggiati entrambi dalla nuova Ducati 1199 Panigale (motocicletta alla sua prima stagione nel WSBK). L'annata vede Ayrton Badovini terminare in 12ª posizione nella graduatoria piloti mentre Checa, complici anche alcuni infortuni, termina in 15ª posizione. Nel 2014 la Ducati scinde l'accordo con il team Alstare, tornando a schierare un proprio team ed ingaggiando come piloti Davide Giugliano e Chaz Davies. Durante la stagione i due piloti riescono ad ottenere alcuni posizionamenti a podio, senza però riuscire a portare la Panigale alla prima vittoria nel mondiale Superbike. Chaz Davies termina il campionato in 6ª posizione conquistando quattro podi, mentre Davide Giugliano termina in 8ª posizione con due podi. Nella 2014 il pilota argentino Leandro Mercado del team Barni Racing conquista le prime vittorie in un campionato mondiale per la 1199 Panigale e anche il titolo di categoria. Nel 2015 la squadra ufficiale Ducati Corse prende la denominazione di Aruba.it Racing-Ducati SBK e vengono confermati come piloti Davide Giugliano e Chaz Davies. La stagione si conclude con alcuni podi per entrambi i piloti e un piazzamento finale in campionato come secondo assoluto per Chaz Davies. Inoltre Ducati conquista il secondo posto anche per il campionato costruttori. Nel 2016 la coppia di piloti titolare della stagione precedente è confermata nel mondiale Superbike. La stagione si conclude con un secondo posto in classifica costruttori e con Chaz Davies che in questa stagione, pur chiudendo terzo, risulta il pilota più vincente con ben undici gare vinte. Il 2016 è anche l'anno del ritorno di Ducati in Superstock 1000 FIM Cup con un proprio team ufficiale. I piloti sono l'italiano Michael Ruben Rinaldi e l'argentino Leandro Mercado. Ed è proprio Mercado a sfiorare la vittoria del titolo, chiudendo a soli quattro punti dal campione, Raffaele De Rosa, e con tre vittorie nei singoli eventi. In questo frangente Ducati riesce comunque a fare suo il titolo costruttori di categoria. Nel 2017, nel mondiale Superbike, al confermato Chaz Davies viene affinacato l'esperto pilota italiano Marco Melandri.Nella Superstock 1000 FIM Cup, viene confermato Michael Ruben Rinaldi, l'altro pilota è l'australiano Mike Jones. Proprio Rinaldi, al termine di una stagione combattuta, si laurea campione europeo di categoria con otto punti di vantaggio sul suo storico rivale Toprak Razgatlıoğlu su Kawasaki entrambi vincitori di tre gare in stagione.Nel 2018 vengono confermati i piloti titolari della stagione precedente nel mondiale Superbike.Questa stagione, che vede vittorioso ancora una volta il binomio Kawasaki-Rea, Ducati riesce comunque a fare sua la prima edizione del Trofeo Indipendenti, con il pilota spagnolo Javier Forés

Il 4 maggio 2001 Ducati Motor Holding SpA decide di affidare alla propria struttura dedicata alle competizioni, lo studio per la realizzazione di un propulsore 4 cilindri a V, al fine di partecipare anche al Campionato Mondiale GP. Il 4 febbraio 2002 il progetto del motore, denominato Desmosedici, è pronto. Il 1º agosto 2002 al circuito del Mugello si svolgono le prime prove della Ducati Desmosedici, destinata a intraprendere il campionato MotoGP nella stagione 2003. Il 16 settembre 2002 Ducati annuncia ufficialmente la decisione di partecipare al campionato MotoGP 2003 con i piloti Loris Capirossi e Troy Bayliss proveniente dalla scuderia Ducati Corse Superbike. Per l'esordio in pubblico si dovrà attendere fino al 3 novembre 2002, dove in un test sul circuito spagnolo"Ricardo Tormo" a Valencia, Troy Bayliss percorrerà tre giri davanti ad un pubblico di 120.000 spettatori. Durante questa stagione la moto italiana stupisce il mondo per la sua competitività nonostante sia solo alla prima stagione agonistica. Loris Capirossi vince in territorio spagnolo (il Gran Premio di Catalogna) il suo primo GP in sella alla Ducati, inoltre lo stesso Capirossi ed il suo compagno Troy Bayliss collezionano vari podi. Capirossi: 3° nel GP di esordio della stagione in Giappone, in Portogallo e a Valencia; 2° al Mugello e in Australia. Bayliss: 3° a Jerez de la Frontera, al Sachsenring, a Brno. Nel 2004 non cambiano i piloti ma si evolve la moto: il modello impiegato per il campionato reca la sigla "Desmosedici GP4" per distinguerlo dal modello utilizzato nel mondiale 2003, distribuito ora come moto per squadre di clienti. La stagione vide i due piloti riuscire a cogliere due podi (un terzo posto per pilota). La squadra conclude al quinto posto la stagione, registrando un peggioramento rispetto al 2003. Il 2005 vede riconfermato Loris Capirossi affiancato ora da Carlos Checa, cambia ulteriormente la moto aggiornandosi nella versione "Desmosedici GP5", la moto è però gommata Bridgestone. Capirossi vince due Gran Premi consecutivi in Malaysia ed in Giappone, proprio in casa della Honda. Nel motomondiale 2006 la squadra Ducati ha schierato ancora Loris Capirossi, ma affiancato da Sete Gibernau. La moto era la "Desmosedici GP6", nome che svela l'ulteriore sviluppo della moto precedente. Agli sviluppi della moto sono associati quelli portati avanti dal partner tecnico Bridgestone che ha curato la fornitura di gomme. I progressi sono stati evidenti e la casa bolognese ha conquistato il terzo posto finale nella classifica costruttori grazie a 4 vittorie nei Gran Premi, tre conquistati da Loris Capirossi e l'ultima da Troy Bayliss che ha sostituito Sete Gibernau, infortunato, nell'ultima gara della stagione. Con il motomondiale 2007 finisce l'era delle MotoGP da 990 cm³: la cilindrata scende a 800 e la nuova Desmosedici GP7 è guidata dalla bandiera Loris Capirossi e dal giovane australiano Casey Stoner. Il 23 settembre 2007 la Ducati vince il suo primo titolo iridato per piloti della MotoGP, 33 anni dopo l'ultimo successo di una casa italiana (MV Agusta) nella massima categoria e un ininterrotto dominio di moto giapponesi. Nello stesso giorno Loris Capirossi ritorna alla vittoria mentre Casey Stoner vince il suo primo titolo mondiale. Nel motomondiale 2008 la squadra bolognese schiera nuovamente il campione del mondo Casey Stoner, affiancato dal nuovo acquisto Marco Melandri. Per il 2009 la squadra ufficiale schiera Casey Stoner e lo statunitense Nicky Hayden, ex pilota ufficiale HRC. Viene creata anche una struttura satellite, il team Pramac Racing, che mette in pista altre 2 moto pilotate da Niccolò Canepa e Mika Kallio. Inoltre nasce una nuova squadra privata, il team Grupo Francisco Hernando, che vede il ritorno alle gare di Sete Gibernau. Il 5 novembre 2009 Vittoriano Guareschi viene nominato team manager, in sostituzione di Livio Suppo passato alla Honda. Nella stagione 2010 la squadra ripropone gli stessi piloti dell'anno precedente. Dopo la pausa estiva Ducati Corse annuncia di aver ingaggiato, per il 2011, Valentino Rossi al posto di Stoner, futuro pilota Honda. L'americano Hayden resterà a fianco del campione marchigiano. Il 22 agosto 2012 viene ingaggiato per il 2013 il pilota romagnolo Andrea Dovizioso,in questa stagione in forza alla Monster Yamaha Tech 3,sostituendo Valentino Rossi che ritorna alla Yamaha dopo 2 anni con il team di Borgo Panigale. Nella stagione 2016 la squadra, composta da Dovizioso, in squadra dal 2013, e da Andrea Iannone, entrato nel team l'anno precedente, raggiunge uno storico risultato: la vittoria di Iannone al Red Bull Ring in Austria. La vittoria di Iannone è completata dal secondo posto dell'altra Ducati Desmosedici ufficiale, quella di Dovizioso. Era dal Gran Premio d'Australia 2010 che non si aveva una vittoria della Ducati (all'epoca vinse l'australiano Casey Stoner), ed inoltre non si aveva una doppietta della Ducati dal Gran Premio d'Australia 2007 (doppietta realizzata da Stoner e dall'italiano Loris Capirossi).Il gran premio della Malesia arriva la seconda vittoria stagionale, questa volta con Andrea Dovizioso, inoltre per la prima volta dal 2007, sono due piloti ducati diversi ad aggiudicarsi almeno un gran premio a testa. E a parte questo Dovizioso diventa il quinto pilota in MotoGP sulla Ducati a vincere un gran premio dopo Capirossi, Bayliss, Stoner e Iannone. Nel 2017, al confermato Andrea Dovizioso, viene affiancato il pilota spagnolo Jorge Lorenzo.Entrambi riconfermati per il 2018.

オートバイドゥカティは、「モーションに物理学」研究室では、「物理学のMotoGPクラス」のルーム3でディスプレイにレース

2008年、ドゥカティは、携帯電話ネットワーク経由でインターネットにアクセスするためのデバイスのラインを生成するために、そのイタリアの会社のブランド恩田コミュニケーションを付与しています。

その後、同社の制御の連鎖の理由から再編成のために、金融機関自体とそのパートナーが開催されていないドゥカティの普通株式の全ての公開買付けへの措置を講じてきました。買収によって合併など、さまざまな金融取引の終了時に、同社は、それが知られているの下に名前とドゥカティは2008年後半に株式上場から回収されたタイトルを変更することなく、その年度のデータを変更しました。

2012年4月18日には、ランボルギーニS.p.A.により、Ducatiモーターホールディング社の買収を発表している:。Investindustrialグループは、その株式の売却について合意に達したというプレスリリースを発行します。さらに、また、オンタリオ州の年金制度とBS Investimentiの投資家の病院は、また、ドゥカティでの彼らの株式を売却していることが報告されています。官僚手続きや、最終的なゴーサインを保留、トランザクションは、ドゥカティが自動車グループフォルクスワーゲンAGの一部となります完了した後、2012年6月に反トラスト法、欧州連合(EU)から続行する許可を受けました。同じ操作、ドゥカティは、彼らが専属モデルを生まれていたから、コラボレーション、ドゥカティ・ディアベルAMG、および他の商用製品の数を開発していたと一緒に家のAMG処理(メルセデス・ベンツ・グループ)、続いて、「L正式に溶解し、 "ライバルのプロデューサーによる会社の買収"の同盟。 Ducati-AMGロゴのあるすべての製品は製造中止になります

1954年に彼は世紀の全体の後半のためのDucatiモーターサイクルを特色にするエンジニアファビオ・タリオーニ(1920年から2001年)に、雇われました。

1956年に初めて適用され、二輪車用エンジンにデスモドロミック分布:征服の小さな世界の月桂樹を欠い125デスモGP、。 1963年に彼は家のためにますます重要な米国市場のために特別に設計されたプロトタイプに深く関わるようになりました。こうしてドゥカティ・アポロ1260が生まれましたが、それは独特の例のままです。
70年代にボルゴ・パニガーレの生産の宝石の一つとなってGT 750用ツインエンジンを開発しています。常に同じ年に家の中で最も成功したモデルの一つは、スクランブラは、単気筒エンジン125、250、350および450 cm3のとありました。

ボローニャの家の具体例には、デスモドロミックシステムが装備90°のLエンジン、と1974年に導入された750 SS、最初のドゥカティに言及することが可能です。 1975年900SS、1977年にDarmah、1980年にマイク・ヘイルウッドレプリカと1982年の900 S2が来ます。 「DESMOベベルギア」のサイクルは1979年の間に7000枚のコピーで、このファミリーのベストセラーモデルであるMHRと、コピーの限られた数で生産、1000(MHRおよびS2)と1986年に閉鎖し、 1986 [8]。パンタ500は常にファビオ・タグリオーニドゥカティによって描かれた、1979年に導入された分布ベルトの制御を備えたエンジンとの新しいコースの最初の、まだ2バルブ及び空気冷却です。この新しいエンジンから、他のすべてのモデルが導き出す、世界のすべてのトラックの勝者、この日に来ます。彼らは初期のデリバティブの世界では4気筒の日本対2気筒の同じ変位の最後の勝利のままマルコ・ルッキネリのカリフォルニアトラック上の勝利を祝うために「ラグナセカ」のバージョンを上演される1985年の750 F1を(到着しますマッシモ・タンブリーニ、ビモータの2人の創始者の一人によって設計され、完全に整形道路からスーパーバイク電流)とパソ1986、最初のオートバイになりますシリーズ。これらの年はまた不運カスタムシリーズドゥカティエンジンを搭載した「インディアナ」とCAGIVAエレファントあります。 851は設計されています。 1987年に提示さマッシモBordiは、近代的な4バルブ水冷、モータDesmoquattroを採用する最初、同じINGの論文に基づいの創設者でした。エッジ;モンスターではなく、マッシモ・タンブリーニによって設計され、ミゲルGalluzziによって設計され、1994年に916、1993年に導入されました。後者は名前の次の年の間に開発されたドゥカティ996とドゥカティ998(容量の増加に由来します)。

ドゥカティST4

1997年には、再びミゲルGalluzziの助けを借りて、ドゥカティは、スポーツバイクのシリーズは、乗客とできるため、より多くの使用可能な複数の保護と快適な使用として提案されているSTシリーズ(スポーツツーリズム)を発表しました彼らは簡単に長い旅に必要な荷物のための袋やケースを装備することができます。シリーズSTはST2(エンジン2つのバルブ944 cm3の液体冷却)、ST4(916 cm3で、4つのバルブ)、ST4S / ST4S ABS(996 cm3で、イタリアの動きは、デバイスABSが装備される前)とを含みますST3;このシリーズの生産は2007年に終了しました。



ドゥカティ749

エミリアの家のもう一つの特徴は、それが最初だったドゥカティMH900e、2000年にインターネットを経由してオートバイのみ販売するということです。このイニシアチブの成功のおかげで、電子商取引のための特別な会社、Ducati Comが設立されました。

2002年に栄光シリーズ916、996、998(998の最新バージョンが最終版だった)の終わりをマーク(南アフリカピア・ターブランチによって設計された)ドゥカティ999は、来ます。 999は、その先祖の同じ熱狂を取得しますが、確かにスーパーバイク世界選手権は2003年に英語のニール・ホジソンとレースの彼の最初の年にタイトルを獲得し、その後、別のイギリス人、ジェームス・トーズランドとしてよさそうしません。ドメインドゥカティは、オーストラリアのトロイ・コーサーとスズキの勝利で、2005年に中断され、その後、オーストラリアのトロイ・ベイリスはすでにドゥカティ996に2001年にタイトルを獲得した2006年に続けました。

2003年、Ducati Multistradaは「オン/オフロード」カテゴリのオートバイとして発表されました。 1100および1100 S:1000 CCの変位は、620 CCの小さいバージョンで2005年に参加した唯一の入札を提出する際、双方はムルティストラーダの2つのバージョンが存在する2007年カタログに2006年まで生産さ2009年まで生産される予定です。
どちらも95リットルの1078cm³のLツインエンジンを搭載しています。同じエンジンがDucati Hypermotardに装備されていますが、後者のエンジンではクラッチが乾いているという違いがあります。基本バージョンは赤色の単一色で利用でき、Sバージョン用には黒色と真珠色の白色があります。
2010年には第2シリーズが完全に改訂されたデザインで発表されました。新しい1200cm3ディスプレースメントでは、この新しいシリーズは常に2つの "基本"と "S"バージョンで提供されます。特に、マルチストラダは二重スパークシステムの代わりに1本のキャンドルを1本使用して過去に戻ります。また、彼らはまだ彼女の体重をこすり、数キロ、プラス他の部分を失うことになりますVacuralベースを稼いで、計装はドゥカティストリートファイターのようなもです

ポールスマート1000LEとSport1000、シングルシーターシリーズで生産の両方:2005年には最初の二つのモデルで構成され、新たなスポーツクラシックシリーズを発表しました。 2006年からSport1000SはSport1000 BipostoとGT1000モデルでさらに拡充され、2007年にはSport1000Sが発表されました。スポーツクラシックの範囲は、常にピア・ターブランチが設計し、オートバイのセグメントに「モダンクラシック」をランク付けする、すなわち、このような750 SSなど70年代に生産さドゥカティのバイクを撮影するために近代的な技術内容、フォームやグラフィックスを維持するものの、運動、または750 GT。このレンジのすべての自転車には、992ccのデスモドミックコントロールを備えた2バルブLエンジンが装備されています。

また2006年には、世界ドゥカティウィーク2004で社長Minoliの発言に沿って、デスモセディチ、世界選手権モトGPクラスで自転車レースの道路バージョンを発表しました。それはデスモセディチRR、厳密に導出市場Aの最初のロードバイクと呼ばれていますレーシングプロトタイプ。

一方、2007年はボルゴ・パニガレ家の範囲で2つの変化が見られます。最初の999の後継である:それは1098と呼ばれ、それは1098年バージョン、1098Sと1098Sトリコロールに減少し、160cv道路を提供しツイン気筒エンジンが装備されています。 2番目はハイパーモタードで、ドゥカティはスーパーモタードフィールドに入ります。



新しいDucati 1199 Panigale Sは2012年に市場に参入しました。

2007年末1098 1098RのRバージョンが1198.4ccの変位と、また生産に投入される165キロ総重量に9750回転/分で180馬力(132.4 KW)の電力を供給する。

2008年には、光栄サービスの15年後に、モンスターは695完全なキャリパーなどの新しい文体インプリントと前衛的な技術ソリューションを再設計されたラジアルBremboブレーキ、チューブが古いモンスターを置き換えるモンスター696と呼ばれる新しいモデルに置き換えられます完全なデジタルダッシュボードとATPCスリッパクラッチを備えています。

2008年5月、権威あるセクター誌「Motociclismo」は、読者の人気の高い参加を通じて、ドゥカティを1098年にスポーツセクションの表彰台を充填したがってplaye Rスポーツバイク飛び抜けて優秀、デスモセディチRRと848その他の賞は、私たちはSUPERMOTARDセクションで持っている(最初のHypermotard付き)と[18] .IN 1月(第2モンスター696で)裸2012年、ミラノのEICMAで発表した後、生産チェーンの新しいフラッグシップ道路モデル、ドゥカティ1199 Panigale.A 2014年11月に出たとき、(古い1199パニガーレを置き換えるEICMA新しい1299パニガーレ、で発表されましたしかし、それはパニガーレRのバージョンに更新されたワールドスーパーバイクで使用することができます).IN INTERMOT 2016で、範囲スクランブラーを拡大した後、ドゥカティは937ccとウェル113馬力を提供できるから、「毎日」スーパースポーツ、スポーツを提示します。 16リットルのタンクのおかげで、良好な自治を備え、ボルゴパニガーレ「背の低い」とドゥカティトレリス、後者と操作性を高めることができるの最新バージョンをマウントし、かなり重量(210キロ)を低減します

DUCATI CORSE







Ducati Corseのロゴ

Ducati Corseは、公式のDucati Motor Holding SpAチームの競技を管理する部門です。 Ducati Corse Srlのような会社名で親会社に再吸収されるまでには、10年ほど前から存在していました。

組織は独立して作業する2つのグループで構成されていますが、情報とデータを交換します。スーパーバイク、スーパーやスーパー、最近、MotoGPクラスのプロトタイプとのより大きく、より構造化された情報:最古のは、生産誘導体のために意図競技担当の一つです。

設計・構築されているドゥカティ・コルセのレーシングバイクの中で、その後に続いているトラックに新しいアップデートを持参し、あなたはレースバイクでの使用を推奨する前にそれらをテストするために対処する3開発チームの車両があり、 "レースチーム"。部門内では、オートバイの電子管理用の新しいソフトウェアも作成されています。 2011年、ゼネラルマネージャーの地位はFilippo Preziosiによって占められ、2014年からはLuigi Dall'Ignaが占領されました。

自宅で生成された第1のオートバイで得られたカテゴリー速度の最初のレコードの後、四十代の終わりの子犬ドゥカティは、スポーツへのエントリの後に1950年代初頭に小さな変位場で始まりましたFabio Taglioni社。

世界選手権のランキングの最初の登場は、1956年に、国家のグランプリバイクでの最初のポイントを征服した。最初の勝利は2年後、アルベルト・ガンドッシのガイドで得られた125ccベルギーのモーターサイクルグランプリの機会に来ました。

1960年、ドゥカティは250クラスでもコンクールに入り、Mike Hailwoodのおかげで彼の最初のポイントを獲得しました。それは1971年の世界選手権で、500ccクラスの最初のポイントをPhil Readさんと一緒に入手しました。

また、70年代にシリーズから派生したバイク向けのコンクールの最初の成功も見られ、1978年にHailwoodはTT世界選手権で世界タイトルを獲得しました。

ドゥカティは1988年に初のスーパーバイク世界選手権大会に出場し、1988年にはマルコ・ルキネリ監督のドゥカティ851をデビューさせた。

2016年まで、彼は23の争いのある季節にわたって17人のコンストラクターの世界タイトルを獲得し、明らかに相手を超えました。またライダーに予約されているタイトルに関しては、14回にはドゥカティのオートバイを装備したライダーが獲得した。

4つのタイトルを獲得した916とし、以降のことピエールフランチェスコ・キリ、トロイ・コーサー、レイモン・ロッシュ、レジス・ラコーニとドゥカティファンのアイドル「キング」カール・フォガティなど、最も有名なドライバーの年連続でイタリアのオートバイの実権を握って、いくつかの世界。

Foggyのキャリアを終える事故の後、Ducatiは悩ましい調査の結果、英国のドライバーの代わりにTroy Baylissを見つけた。オーストラリアはドゥカティに勝つために時間はかからなかった、実際には、すでにモンツァのトラックの公式ドライバーとしての彼の2戦目は、第四第一位置から彼を取る有名なブレーキングで彼の才能を示しています。彼は両方のヒートで4位を終えるが、アメリカ選手権を放棄して世界選手権に滞在するよう求められているメカニックの喜びをもっている。次のレースでは、ホッケンハイムのサーキットで、彼は最初の世界選手権で勝利しました。ベイリスはその後、2001年と2002年のシーズンで感謝最初に彼の最初の世界タイトルを獲得したのとダブレットの長いシリーズにもかかわらず、最後に実行された曲線の最後まで戦った後の第2位で終了、次のいずれかになりますライバルのコリン・エドワーズがホンダを運転している。

スーパーバイク世界選手権では2003年には、タイトル「コンストラクタことを、先にチームメイトのルーベン・チャウスの英語のニール・ホジソンとのタイトルの」ドライバの両方を獲得した999を、デビューしてすぐに勝利につながる、チームドゥカティフィラに社名を変更しました。その年には12回のレースが行われ、合計24レースが行われた。そのうちHodgson(13回連続)で13勝、Xausで7勝。おかげでもプライベートチームを代表して、古いドゥカティ998を導いたジェームス・トーズランド、ピエールフランチェスコ・キリとシェーン・バーンの勝利に、イタリアの家は選手権のすべてのレースを勝ちます。

2004年に公式チームはドライバーを変更することにしました。新しい999F04は英国人のJames ToselandとフランスのRégisLaconiに委ねられました。ドゥカティはラコーニ程度のために7を含む22のうち10回のレースを勝ったが、結果の一貫性の欠如のために心から支払い、ちょうど仲間ドゥカティの後ろに、世界の副チャンピオンのタイトルのために解決しなければなりませんでした。実際、トーズランドは3勝しかないが、多くのポイントベースのプレースメントはフランスの最後のレースで世界チャンピオンを卒業する。 999勝7敗

芳賀紀行(6つの勝利)、2004年に民間999RS、すなわち999前年に代わってチームをリードギャリー・マッコイ(1勝)、へキングのおかげ。 2004年、ドゥカティは、したがって、両方のドライバーズタイトルを取得することをどのような世界の2005年の期間2003-04で実証ドゥカティ999 F06チームSterilgardaNonostante技術的な優位性を持つ2007年にcostruttori.Rubénチャウス、公式チーム(今ドゥカティゼロックスチーム)彼は999F05でドライバーがそれぞれ個々に1と3勝、総合ランキングで第四及び第六位を得ているトーズランドとラコーニ、あるいったんabituata.Ancoraあったにセンセーショナルな結果を再確認することができません。 999はまた、最後のレースで、民間ドゥカティSC Caracchiチームにもかかわらず、工場出荷時のバイクを割り当てられ、ロレンツォ・ランツィ、と2つのレースを獲得しました。ドゥカティゼロックスチームは、したがって、スーパーバイクに戻るには、.IN 2006「の元の復讐」の最も古典的なのために、しかし、バックスポットライトが赤い自転車に訓練するために、トロイ・コーサー率いるチームスズキAlstareの賛成で感謝を放棄しなければなりませんオーストラリアのライダー、トロイ・ベイリスは、最初の2人はドゥカティの指揮で、MotoGPのあまり幸せな3つの季節から戻ってきた。新興のLorenzo LanziがBaylissに加わりました。 2人は自分自身が999Fに改名された999Fを管理していました。イタリアはあまり感心していないし、チャンピオンシップでは全体で8位で終わり、シーズン最高の結果としてスペインでは3位となりました。誰が2006年よりDucati.Nonostanteベイリスと2001年に優勝したオーストラリアは、イタリアの家を許可する、ドゥカティ、勝利(12)とplacingsの膨大な数を獲得する唯一のドライバーである代わりに感動します問題のドライバーズタイトルなし勝つと競争の999 costruttori.L'ultima進化するためには、しかし、今年手続からほぼ横ばいF07モデルです。このモデルでは、公式チーム、トロイ・ベイリスとロレンツォ・ランツィのドライバが、異なる点は、7つの勝利オーストラリアに加えて、終了し得ます。 Sterilgardaチームに委託された999のF06でカタロニアのRubénXausが他のレースを獲得しました。これは重傷ベイリスから一部撤退と日本の4気筒1000ccに反対今競争力の半分の影響を受け、世界に勝つために管理していませんが。ドライバーのランキングでは、ドゥカティはBaylissの第4表彰台とLanziの7位に満足しなければならない。コンストラクターズチャンピオンシップでは、イタリアの家ではなく、2008年にヤマハとHonda.Dal選手権の後ろに3位を閉じ、ドゥカティは、その証言999合計でドゥカティ1098から収集した、勝ったが時代遅れ999を引退することを決定しましたその様々なバージョンと進化して、それはより多くのすべての他のバイクよりも周りに63勝を挙げ、取得、スーパーバイク世界で120回のレースに参加したinsieme.Troyベイリスがファクトリーチームで999F07、スーパーバイク世界2007Nella同じ季節をリードして置きますスーパーバイク世界選手権は別のチームは、名前ドゥカティゼロックスジュニアチームの下でスーパーストック選手権1000(スーパーバイクのために用意したカテゴリ)に参加しました。このチームの目標は、若いライダーを育て、高排気量のバイクで体験し、その後主要なクラスでデビューさせることです。ジュニアチームの結果が来るのが遅くていなかったために年にデビューは、実際には、ニッコロ・カネパは、すぐに161ポイントで彼が晴れ4本の長さに別の若いイタリア人ライダーを追い越すできるようにする2勝6回の表彰台の結果をタイトルを獲得しましたクラウディオ・コルティ。この勝利は歴史的事実は、(ここでは「S」バージョンで)スポーツバイクレースで1098年の最初の世界選手権の成功として記憶されるままになります。実際には、ドゥカティは、スーパーストック1000年FIMカップジュニアチームの他のドライバの最新モデルを展開することで、タイミングの変化を予想し、2008年のスーパーバイク世界選手権での決済を、保留中、オーストラリアのブレンダン・ロバーツは、同じリーグで10位にランクされますvittoria.Nel 2008ドゥカティを取得し、チームメイトの後ろに96ポイントが若いによってトロイ・ベイリスとミシェル・ファブリツィオが操縦新しいドゥカティ・1098で世界選手権を提示します。 3つのレースで優勝の終わりにベイリスは、その歴史の中で初めて、世界的なデリバティブserie.Nello同年ドゥカティでの虹彩の彼の三分の一を獲得し(少なくとも初期のシーズンで)同じ自転車チームチームを顧客に提供しますシャーシの一部とエンジン管理の電子制御だけで差別化されています。サテライトチームは、このようにマックス・ビアッジとルーベン・チャウスGMBチーム、ロレンツォ・ランツィとジェイカブ・スマーツチームRGチームGuandalini Racing.Ancheブレンダン・ロバーツ、リードドライバドゥカティXで非常に競争力のあるバイクを展開することができますEroxジュニアチームは、年前、負傷のため、彼も達成するために模索できなかったものを取って、スーパーストック1000年選手権でタイトルを獲得しました。選手権の前にヤマハのベン・スピーズが優勝された3回のチャンピオントロイ・ベイリスの世界大会は間違いなく葉、および典之Haga.Laシーズン2009に置き換えられている2008年シーズンの終わりに、「ドライバながら、タイトル」はまた別のコンストラクタをもたらします唯一の6点芳賀紀行は、最後の偉大premio.Al 2009年末にアメリカを支持して解決長い議論の後、チームは著名なリーダーシップの数字の間で革命を起こします。ダヴィデ・タードージーは、バイエルンのチームにイタリアのチームから他の著名人を運んでBMWに移動しました。チームマネージャーエルネスト・マリネリのポストを取られ、また両方piloti.La 2010年シーズンを担当するいくつかの技術的な変更でも8日の最終順位とミシェル・ファブリツィオで芳賀唯一の第六に、すべての期待を下回っています。最高の配置ドゥカティは、マックス・ビアッジ(アプリリア)とレオン・ハスラム(スズキ)の背後にある第三を終えアルテア、民間のカルロス・チェカ、となります。構造への技術サポートを提供しながら、シーズンの終わりに、ドゥカティ・コルセは、競技ベースシリーズの公式の構造の撤退を発表private.Nelドゥカティ・1098アルテアチームの2011カルロス・チェカは、ドゥカティに引き渡し、など多くの15としてレースに勝つために管理します彼の歴史の14番目のタイトル。同じ季節に、感謝はリバティ・レーシングチームのパイロットに優れたシーズンチェカも感謝し、イタリアの家はまた、世界チャンピオンカルロス・チェカ新人ダヴィデ・ギアグリアーノ(勝者と並んで2012 costruttori.Nelアルテアチームでタイトルを獲得しました2011年のスーパーストック1000 FIMカップ)。季節の結果は、2013年シーズンAlstareは、スーパーバイク世界選手権のためのチームドゥカティの新しい参照(原因アルテアチームはアプリリアのオートバイに行くという事実に変化する)となって第十posto.Perで世界ランキングとGiuglianoで4位にチェカを見ますライダーカルロス・チェカとエアートン・バドビーニで、両方の新しいドゥカティ1199パニガーレ(WSBKで彼の最初のシーズンでオートバイ)を装備。チェカ、共犯も15日posizione.Nel 2014ドゥカティで終わるいくつかの負傷は、独自のチームをフィールドに戻るとパイロットデビッドとして従事、Alstareチームとの契約を破るながら、今年は順位のパイロットで12位にエアートン・バドビーニ仕上げを見ましたジュグリアーノとチャズ・デイヴィス。シーズン中に2人のライダーが表彰台にいくつかの配置を取得するために管理しますが、パニガーレにスーパーバイク世界選手権での初勝利をもたらすことができませんでした。ダヴィデ・ギアグリアーノ2回の表彰台と8位で終えながら、チャズ・デイビスは、4回の表彰台を獲得6位でチャンピオンシップを終了します。 2014年、1199パニガーレ用の世界選手権で初優勝し、またcategoria.Nel 2015ドゥカティ・コルセのファクトリーチームのタイトルを獲得BarniのレーシングチームのアルゼンチンライダーレアンドロメルカドはAruba.itレーシングドゥカティSBKに社名を変更していますDavide GiuglianoとChaz Daviesはドライバーとして確認されている。いくつかの表彰台は、ドライバとチャズ・デイビスのための総合2としてリーグで仕上げ位置の両方のために終了してシーズンが終わります。ドゥカティはまた、チャンピオンシップcostruttori.Nel 2016用の2位を獲得、前のシーズンのホルダーのペアは、スーパーバイク世界選手権でライダーを確認しました。シーズンコンストラクターズとチャズ・デイビス第二位で今シーズンを終了し、第三の仕上げにもかかわらず、11のレースの勝利で最も成功したライダーです。 2016はまた、独自のワークスチームとスーパーストック1000年FIMカップでドゥカティの復帰の年です。ドライバーは、イタリアのマイケル・ルーベン・リナルディとアルゼンチン・リーランド・メルカードです。そして、それはメルカドは、タイトルの勝利を放牧サンプル、ラファエレ・デ・ロサからわずか4点で閉じ、そして個々のイベントで3勝とされます。この時点で、ドゥカティはまだ彼女のスーパーバイク世界で2017 categoria.Nelメーカーのタイトルにするために管理し、確認したチャズ・デイビスは、経験豊富なイタリア人ライダーマルコMelandri.Nellaスーパーストック1000年FIMカップaffinacatoであるマイケル・ルーベン・リナルディ、L 'を確認しましたもう一つのドライバーはオーストラリアのマイク・ジョーンズです。ただ、リナルディは、激戦のシーズン後、彼は彼の昔のライバルToprakRazgatlıoğlu川崎の上に8ポイントのリードとのヨーロッパチャンピオンのカテゴリを卒業し2018年3つのレースの両方の受賞者は、スーパーバイク世界選手権の前のシーズンのstagione.Nelライダー保有者を確認しています川崎デュオレア再び勝利を見.Thisシーズンは、ドゥカティはまだ、スペイン人ハビエル・ForésIl5月4日に、彼の最初のインディペンデントトロフィー版を作るために2001を管理Ducatiモーターホールディング社は、AFFに決定しますまた、世界選手権GP.Il 2002年2月4日に参加するためには、競技会、エンジン4気筒Vを構築するための研究に専念し、その構造にidare、デスモセディチと呼ばれるエンジンプロジェクトは、準備ができています。 2003.IlシーズンにMotoGPのチャンピオンシップを取るために運命2002年9月16日、ムジェロサーキットで2002年8月1日ドゥカティデスモセディチの最初のテストを実行しますドゥカティは正式ライダーロリス・カピロッシとトロイ・ベイリスと2003 MotoGPの選手権に参加する意思決定を発表しますDucati Corse Superbikeチームから。聴衆の中にデビューのためには、スペインのバレンシアサーキットで「リカルドトルモ」でのテストでは、トロイ・ベイリス120,000視聴者の聴衆の前に3周を実行します2002年11月3日まで待たなければなりません。このシーズン中、イタリアのバイクは最初の競技シーズンに過ぎないにもかかわらず、世界の競争力を驚かせています。カピロッシは、スペイン(カタルーニャ地域のグランプリ)ドゥカティとの彼の最初のGPで優勝、また同じカピロッシと彼のチームメイトトロイ・ベイリスは、様々な表彰台を集めます。カピロッシ:日本、ポルトガル、バレンシアのシーズンデビューGPで3位。ムジェロとオーストラリアで2位。ベイリス:ザクセンリンクでのヘレス・デ・ラ・フロンテーラで3番目、2004年にBrno.Nelドライバを変更しないが、それは自転車の進化:チャンピオンシップのために使用されるモデルは、世界の2003年に使用したモデルと区別するための記号「デスモセディチGP4」を負わなければなりません顧客チームのバイクとして今流通しています。シーズンは2人のドライバーが2つの表彰台を獲得するのを見ました(ドライバーの3位)。チームは2003年、2005年度と比較して減少を記録し、5位でシーズンを終了確認ロリス・カピロッシは、さらに「デスモセディチGP5」バージョンを更新することにより、バイクを変える、カルロス・チェカで今参加しました、バイクは、しかし、ブリヂストンタイヤです。カピロッシは、Honda.Nel 2006 MotoGPのチームドゥカティのその家はカピロッシまだ展開が、セテ・ジベルナウが隣接しており、マレーシアと日本の2戦連続優勝しました。バイクは、以前の自転車のさらなる発展を明らかにする名前の「Desmosedici GP6」でした。バイクの開発ではタイヤの供給を監督テクニカルパートナーブリヂストンによって行われたものと関連しています。進捗状況は明らかであったとボローニャメーカーはカピロッシとその最後のトロイ・ベイリスが優勝4つのグランプリの勝利、3にコンストラクターズチャンピオンシップのおかげで第三位を獲得した最後のレース負傷したセテ・ジベルナウが、置き換えシーズンの2007グランプリオートバイレースシーズンでMotoGPの990 CCの時代を終了します。変位が800に低下して、新しいデスモセディチGP7は、ドゥカティがために彼の最初の世界タイトルを獲得したフラグロリス・カピロッシによって、若いオーストラリアのケーシーStoner.Il 2007年9月23日によって駆動され、 33年の最高のカテゴリと日本のオートバイの中断のない支配のイタリア家庭(MVアグスタ)の最後の勝利の後のMotoGPライダー、。ケーシー・ストーナーが2008 mondiale.Nelに彼の最初の世界選手権のタイトルを獲得しながら、同じ日にカピロッシは、勝利に戻っホストボローニャチーム再び新しい署名マルコMelandri.Per 2009公式チームケーシー・ストーナーと段々によって接合された世界チャンピオンのケーシー・ストーナー、米国のニッキー・ヘイデン、前の公式HRCパイロット。また、衛星の構造、ニッコロ・カネパとミカ・カリオによって駆動トラック2バイクに置くプラマック・レーシングのチームを作成しました。また、セテ・ジベルナウのレースへの復帰を見て新しいプライベートチームグルポサンフランシスコヘルナンドチームは、来ます。 2009年11月5日に彼がチームマネージャービトリアーノ・グアレスキ任命された、交換リビオスッポは、チームが前年の同じドライバーを繰り返しHonda.Nella 2010年シーズンに移動しました。夏休みドゥカティ・コルセは、代わりにストーナーの2011年、バレンティーノ・ロッシ、ホンダライダーの未来、それが雇ったことを発表しました後。アメリカのヘイデンはマーチズのチャンピオンと並んでいる。 2012年8月22日、彼はバレンティーノ・ロッシを交換し、2013 Romagnoloライダーアンドレア・ドヴィツィオーゾ、モンスター・ヤマハ・テック3の下のこの季節に雇われたボルゴPanigale.Nella 2016シーズンのチームのチームと2年後のヤマハに戻り、構成しますドヴィツィオーゾ、2013年のチーム、そして歴史的な結果に達し、昨年のチームに加わったアンドレア・イアンノーネ、上:オーストリアのレッドブル・リンクでIannone勝利。 Iannoneの勝利はドヴィツィオーゾに、他の工場ドゥカティデスモセディチ第二により完成されます。これは、ドゥカティの勝利(その後、オーストラリアのケーシー・ストーナーが優勝)はなかったことを2010年オーストラリアGPで、それはまた、ストーナーによって実現2007年オーストラリアグランプリ(2つのゴールからドゥカティのために一から二を持っていましたイタリアのロリス・カピロッシから)マレーシアのグランプリは2007年以来の初めてのアンドレア・ドビツィオーソとの今回のコンクールは、少なくとも1つの大賞を獲得するための2つの異なるドゥカティのパイロットです。 このドビツィオーソとは別に、カピロッシ、ベイリス、ストーナー、イアノーネの後でドゥカティのMotoGPで5番目のライダーになり、2017年にアンドレア・ドビツィオーソはスペインのライダー、ホルヘ・ロレンソに加わり、両者とも2018年に再確認された。


Fonte testo Wikipedia 

DUCATI 916




La Ducati 916 è una motocicletta stradale-sportiva prodotta dalla Ducati dal 1994 al 1998. Il progetto è stato sviluppato sotto la direzione di Massimo Tamburini, direttore del Centro Ricerche Cagiva, e la 916 venne presentata al Salone di Milano nell'ottobre del 1993 dove riscosse un immediato successo tanto da aggiudicarsi per l'anno seguente tutti i premi di Moto dell'Anno. Inizialmente disponibile in due versioni, 916 Strada e 916 SP, la 916 venne progettata con lo scopo di ottimizzare e migliorare il potenziale agonistico delle precedenti Ducati 851/888, così da perpetuare le già numerose vittorie dell'azienda bolognese nel campionato mondiale Superbike.  Ogni particolare venne perciò realizzato per ottenere il massimo rendimento nell'uso in pista, a partire da una posizione in sella molto scomoda per il pilota per un utilizzo su strada ma ottimale nella guida tra i cordoli, fino all'inusuale forcellonemonobraccio che semplificava la sostituzione della ruota posteriore; a questi si aggiunsero una veste aerodinamica più efficiente grazie all'assenza di scarichi laterali, nonché una sensibile riduzione delle masse che fornì migliori prestazioni rispetto alla precedente 888. Dal punto di vista stilistico la 916 riuscì a coniugare elementi tipici della tradizione Ducati, quali il telaio a traliccio di tubi, a un design inedito e moderno con soluzioni particolari come il doppio scarico sotto la sella o i faretti a goccia. Per quanto riguarda la parte motoristica, il propulsore era un'evoluzione del bicilindrico Desmoquattro raffreddato ad acqua già montato sui modelli precedenti e opportunamente modificato. La cilindrata venne aumentata fino a 916 cm³, furono montate le bielle Pankl, la distribuzione rimase ovviamente desmodromica con trasmissione a cinghia dentata con 4 valvole per cilindro, e la frizione a secco con 15 dischi. Con un singolo iniettore per cilindro e valvole di aspirazione da 33 mm e di scarico da 29 mm, la 916 Strada erogava una potenza di 114 CV a 9000 giri/min, e copriva i 400 m in 10,7 secondi nonostante una massa di 198 kg piuttosto elevata. Tuttavia quest'ultimo aspetto, unito alla rigidezza del telaio e alla qualità delle sospensioni, conferì alla moto una eccellente stabilità e precisione soprattutto nelle curve molto veloci, dote molto importante per una moto nata espressamente per la pista. La Ducati 916 SP (sport production) si distingueva dalla versione base per un motore più potente grazie a parti prese direttamente dalla versione che correva nel campionato mondiale Superbike. A questo si aggiunsero alcuni particolari in fibra di carbonio come i terminali di scarico, migliori finiture e il codino bianco, doppio iniettore per cilindro, bielle in titanio. La ciclistica della 916 venne progettata ex novo; il telaio era un classico traliccio di tubi in acciaio da 28 mm di diametro, era equipaggiata con una forcella Showa da 43 mm completamente regolabile e presentava anche la possibilità di regolare l'inclinazione dell'angolo di sterzo tra i 23,5° e i 24,5°, così da poter meglio adattare il comportamento dinamico della motocicletta alle esigenze del pilota e del circuito. Il tutto era unito da piastre di notevoli dimensioni e da un canotto di sterzomolto massiccio che conferivano notevole rigidezza alla struttura. Al posteriore montava un monoammortizzatore Showa, anch'esso regolabile nell'idraulica; gli pneumatici erano da 17 pollici con misure 190/50 al posteriore e 120/70 all'anteriore. Il reparto freni era affidato e due dischi Brembo flottanti con piste in ghisa da 320 mm di diametro e da un disco da 220 mm al retrotreno. Nel 1995 la 916 Strada venne sostituita dalla 916 Biposto, la quale differiva dalla precedente per un diverso ammortizzatore posteriore, per alcune modifiche al motore e per l'elettronica migliorata. La 916SP invece rimase quasi uguale a quella dell'anno prima, a parte alcune modifiche al telaio e alla centralina. Venne inoltre creata una serie speciale chiamata 916 Senna, per commemorare il celebre pilota di Formula 1 appassionato del marchio bolognese, il quale diede permesso al suo lancio due mesi prima dell'incidente fatale subito al Gran Premio di San Marino nel maggio 1994. Esibita per la prima volta al Motorshow di Bologna del dicembre 1994, si trattava di una 916SP di color grigio con cerchi rossi, prodotta in soli 300 esemplari. La 916 Senna I fu prodotta per la prima volta nel 1995, le altre due versione che seguirono sono la 916 Senna II e la 916 Senna III, prodotte e vendute rispettivamente nel 1997 e nel 1998. Tutte e tre le Senna furono fabbricate in edizione limitata e ancora oggi sono molto rare.Nel 1996 la 916 Biposto rimase pressoché uguale alla precedente a parte qualche miglioria, mentre la SP, che venne chiamata SP3. Nel 1997 venne presentata la Ducati 916SPS in serie limitata. Montava un nuovo motore con una cilindrata di 996 cm³ molto più potente dei precedenti oltre a tutte le parti speciali delle versioni SP degli anni precedenti. Nel 1998 uscì di produzione la versione SP, mentre la SPS venne ulteriormente migliorata con modifiche al motore e al telaio. Alla 916 Biposto venne migliorato l'impianto frenante così come alla "Senna". Nel 1999 la 916 lasciò il posto alla 996 che era equipaggiata con il motore da 996 cm³ che aveva esordito due anni prima con la 916SPS. La 996 manteneva inalterate le linee della 916 anche se notevoli furono i miglioramenti a motore, ciclistica e a ogni altro aspetto tecnico. La 916 portata al successo da Carl Fogarty nel Mondiale Superbike 1994 La 916 esordì nel mondiale Superbike nel 1994 con una versione maggiorata nella cilindrata (955 cm³) per poter essere immediatamente competitiva con le quattro cilindri giapponesi da 750 cm³. Nonostante alcuni problemi di messa a punto Carl Fogarty vinse il campionato. Nel 1995, risolti i problemi di affidabilità, la 916 si aggiudicò nuovamente il mondiale. Nel 1996 fu ulteriormente aumentata la cilindrata fino a 996 cm³; la 916 Racing era ormai tanto competitiva e veloce da poter confrontare i tempi sul giro di Troy Corsercon quelli registrati dalle 500 GP a due tempi, nonostante queste avessero CV in più e 30 kg in meno rispetto alla moto del neo Campione del Mondo Superbike 1996. Il 1997 fu l'anno peggiore per la 916. Nonostante un motore nuovo e più affidabile la moto era afflitta da problemi di guidabilità e di erogazione, tanto che Ducati perse il campionato costruttori. Nell'anno seguente il superamento dei problemi portò il terzo titolo a Fogarty, il quale si confermò nel 1999 in sella alla nuova 996.

CUCCIOLO

A metà del secondo conflitto mondiale, il progettista Aldo Leoni, insieme ad Aldo Farinelli, svilupparono un prototipo di motore ausiliario da montare su una bicicletta: il Cucciolo.

Il progetto di Leoni e Farinelli presentava numerosi vantaggi rispetto alla concorrenza, in particolare il ciclo a quattro tempi e il cambio a due marce che sfruttava appieno la potenza del motore. 

Il Cucciolo permise alla SIATA di riprendere la sua attività già nel maggio del '45, quando inaugura la nuova fabbrica in via Leonardo da Vinci a Torino, sorta a tempo di record sull'area della vecchia, danneggiata durante il conflitto. Il motore venne presentato alla Fiera di Torino. Motociclismo titolò così nel numero del 26 luglio 1945:"A Torino è nato un cucciolo", presentando il micromotore fabbricato dalla S.I.A.T.A.

Trascorsi i primi mesi di commercializzazione del modello Tipo 1, fu subito evidente, visto l'elevato numero di richieste, che la S.I.A.T.A. non sarebbe riuscita a far fronte alla crescente domanda. È a questo punto che entra in scena la Ducati di Bologna. 

Nel 1945 il complesso Ducati, già noto ed apprezzato per i suoi prodotti d'avanguardia nelle costruzioni radioelettriche e meccaniche di precisione, decise di ampliare il campo delle sue attività iniziando la costruzione del Cucciolo e rilevandone tutti i diritti di produzione. 

Nel marzo 1946 uscirono, così, i primi dieci motori Cucciolo Tipo 1, costruiti su concessione "S.I.A.T.A.", e presentati alla Fiera Campionaria di Milano nel settembre 1946. 

Nello stesso anno la Ducati sfornò il suo primo progetto originale, il T2. Fortemente influenzato dal progetto T1, il T2 aveva tuttavia fatto notevoli passi avanti per quanto riguarda efficienza e robustezza del motore e, soprattutto, nella logica costruttiva. Ad esempio, il cilindro era stato riprogettato in modo da essere amovibile ed era stata migliorata l'accessibilità del meccanismo di azionamento, la testa era stata modificata e la potenza aumentata. Il telaio era monotrave (davvero moderno!), aveva una grande flessibilità delle sospensioni, sia anteriore che posteriore. Il motore era montato a sbalzo. 

Per il trasporto era previsto un robusto e confortevole portapacchi molleggiato con sospensioni telescopiche indipendenti da quelle del telaio.

L'azienda mise sul mercato una versione sportiva del T2 in grado di erogare 2CV di potenza e di raggiungere una velocità di punta di 60km/h. 

Nel biennio 1947-1948 la produzione si attestò sulle 240 unità al giorno. Nel 1948, sotto la guida di Giovanni Florio, entrò in produzione il primo motore progettato interamente dalla Ducati, il T3. 

Raccogliendo l'eredità naturale del primo Cucciolo, il T3 era dotato di un cambio a tre marce e di una valvola lubrificata a grasso racchiusa in un carter. 

Nel 1949 Caproni di Trento, famoso costruttore di aeroplani durante il periodo della guerra, sviluppò un telaio tubolare speciale con sospensione posteriore. 

Nell'estate del '49 il telaio, sempre prodotto da Caproni, migliorò ancora e prese le forme di una vera moto, accogliendo il nuovo e cresciuto Cucciolo T3, completamente riprogettato e montato sul veicolo a Borgo Panigale. 

Nacque la Ducati 60, che entrava di diritto nella categoria "Motoleggere".

Un anno dopo uscì la versione sportiva del 60, con una cilindrata di 65cc, forcellone posteriore con sistema "monocross" e due coppie di ammortizzatori telescopici, versione che segnò l'ingresso dell'azienda nel mondo delle competizioni. 

Degno di nota il ridottissimo consumo di carburante del Cucciolo: quasi cento chilometri con un litro

DUCATI 60

La Ducati 60 può essere definita a pieno diritto la prima motocicletta prodotta nella storia della Ducati.

A partire dal Luglio del 1949, la casa di Borgo Panigale commercializzò questa moto, la cui caratteristica era nel particolare telaio ideato da Gian Luigi Capellino (già progettista di telai del tutto simili realizzati in collaborazione con l’ azienda Caproni di Trento), mentre il motore era fondamentalmente una versione aggiornata, e migliorata, del motore “Cucciolo”, maggio rato a 60 cc, dotato di cambio a tre marce a pedale, e con i bilancieri opportunamente protetti da un coperchietto in alluminio. 

La leggerezza e la versatilità della Ducati 60 resero la moto molto popolare, al punto di venire proposta, per la prima volta, anche ad un pubblico femminile, ed il peso e i consumi davvero ridotti ne permettevano un utilizzo davvero illimitato. La sua leggerezza, inoltre consentiva al proprietario di potere trasportare la Ducati 60 fino dentro alle mura di casa, evitandone così il furto.

125 SPORT

La serie delle monocilindriche a coppie coniche, denominate “Sport”, rappresenta il debutto delle prime Ducati stradali disegnate da Fabio Taglioni. Nel 1957, infatti, la serie 100 e 125 Sport vengono proposte al grande pubblico delle due ruote, forti del fatto che entrambi i modelli (così come le serie successive da 175, 200 e 250 cc) sono derivati direttamente dalle esperienze maturate nelle competizioni su strada.

Fabio Taglioni, infatti, realizzò per Ducati la 125 Sport, seguendo i desideri degli appassionati che reclamavano a gran voce una moto il più possibile vicina alla Gran Sport “Marianna”, regina incontrastata delle gare di gran fondo come la Milano Taranto, ed il Motogiro D’Italia. Non a caso, la 100 e la 125 Sport erano anche definite “ Modello Motogiro”, proprio perché utilizzavano le stesse caratteristiche tecniche delle moto da gara. 

La 125 Sport può essere considerata come una “antesignana” della Panigale V4 R, precursore della moderna Superbike dei nostri giorni. 

125 GP DESMO

Con il sistema Desmodromico del 1956, le monocilindriche Ducati raggiunsero il culmine del loro sviluppo. Da questo punto di vista, il Trialbero Desmo 125 si caratterizza come la prima Ducati veramente riconoscibile. La sua creazione è stata un momento fondamentale nella storia dell'ingegneria motociclistica. Ecco una citazione di Taglioni dal periodico Motociclismo: "Lo scopo primario del sistema è di costringere la valvola a seguire fedelmente il diagramma di distribuzione, mentre il risparmio di energia dispersa è pressoché trascurabile. Si ha una maggiore costanza nelle prestazioni e una maggiore sicurezza di funzionamento".

Il motore e il telaio del 125 Trialbero Bicilindrico forniscono un esempio che riassume il contesto storico delle sue origini negli anni Cinquanta. Da un punto di vista tecnico, questo è stato uno dei periodi più fertili nella storia delle corse motociclistiche. In effetti, le regolamentazioni internazionali, a differenza di quelle odierne, davano mano libera ai progettisti, liberi di tentare ogni possibile approccio.

Nel 1958, appena un anno prima del suo ritiro dalle partecipazioni ufficiali nelle corse, la Casa bolognese non soltanto aveva proposto il suo fantastico monocilindrico Trialbero Desmo 125, ma aveva anche sviluppato il Bicilindrico arrivato terzo a Monza. E, nello stesso periodo, Taglioni stava progettando un bialbero a quattro cilindri.

250 GP DESMO

Nel 1960 Ducati continua a schierare le proprie moto nelle competizioni nazionali e internazionali, ma non più con un team ufficiale. Il bicilindrico Desmo da 250 cc rappresenta un’altra delle creazioni di Fabio Taglioni e viene realizzato appositamente per Mike Hailwood, con sella e sospensioni personalizzate.

La vittoria in diverse gare del campionato britannico vale a Hailwood il soprannome di “Mike the Bike” che si dimostra essere uno dei piloti più talentuosi al mondo, con una carriera che si estende per due decenni sia nei campionati moto che auto.

Ognuna delle 250 GP Desmo che Hailwood porta in gara ha il serbatoio del carburante realizzato a mano, in modo da accogliere perfettamente le ginocchia del pilota e migliorarne l’aerodinamica.

SCRAMBLER 450

Il modello Scrambler era principalmente destinato al mercato americano. Subì continue modifiche fino al 1968, quando uscirono i veri Scrambler con i motori a "carter largo", prima nella versione 250 e 350 e poi, nel 1969, nella 450.

La serie Scrambler comprende alcune moto con testate Desmodromiche ed è stata oggetto di continui ritocchi tecnici fino all'ultimo, quando uscì di produzione nel 1974.

Le ragioni del successo commerciale dello Scrambler sono molteplici. Innanzitutto, il telaio eccezionale (fu usato persino per le corse in pista, cosa probabilmente mai successa prima nella storia del motociclismo) e poi il motore tagliato su misura per la sua funzione. Non era la moto più veloce dei suoi tempi, ma le prestazioni globali e la posizione di guida perfettamente centrata ne fecero una delle moto più godibili del periodo. Inoltre, era estremamente elegante, con le sue linee arrotondate, classiche e moderne insieme, e i colori vivaci a far contrasto con la ciclistica nera e il serbatoio cromato.

Lo Scrambler era universalmente considerato come il punto di incontro tra le scuole di motociclismo americana ed europea. Era una moto estremamente modaiola, a tutt'oggi ancora molto amata.

750 GT

Quello che accade negli anni ‘70 ha un impatto importante sul mondo del motociclismo. Le moto di grossa cilindrata iniziano a raggiungere il mercato europeo con motori dalla cilindrata sempre maggiore per raggiungere grandi prestazioni.

Questo trasforma le moto in prodotti sempre più sportivi, in cui le prestazioni recitano un ruolo sempre più importante.

La 750 GT, con il suo motore da 748 cc, rappresenta la risposta Ducati a questo fenomeno. Fabio Taglioni progetta infatti un nuovo motore bicilindrico a L a coppie coniche in grado di eccellere sia su strada che in pista. Nel 1971, la 750 GT entra in produzione dimostrandosi subito all’altezza degli altri modelli presenti sul mercato in termini di prestazioni. Il suo motore stretto e compatto rende la moto più snella rispetto alle concorrenti, ma ciò che caratterizza la 750 GT è l’inconfondibile suono del motore.

500 Pantah

Poco prima della fine degli anni ‘70, Ducati mette in produzione uno dei suoi modelli di maggior successo, la Pantah 500. 

Taglioni si rende conto che è giunto il momento di unire le prestazioni del motore bicilindrico all’agilità del telaio a traliccio di nuova concezione.

Insieme a Gianluigi Mengoli, Taglioni fa compiere un nuovo step evolutivo al bicilindrico a L, implementando un sistema desmodromico a 2 valvole comandato mediante cinghie dentate in gomma, al posto delle coppie coniche. Il nuovo telaio a traliccio, con il motore saldamente fissato ad esso, rende la moto più agile e maneggevole.

Nel 1979, la rivista italiana Motociclismo elegge la Pantah come la migliore sportiva di 500 cc della sua epoca. Ed è proprio a partire da questo modello che in Ducati nasce una nuova generazione di moto sportive. 

Per Ducati, infatti, la Pantah 500 segna sia la fine della gestione statale che l’inizio di una nuova era. In pratica, vengono a crearsi i presupposti ideali affinché l’azienda si trasformi in uno dei marchi più famosi al mondo.

Gli elementi necessari ci sono tutti. Il design, le performance, lo stile iconico, il sound inconfondibile, il caratteristico layout del telaio e la generosa erogazione del motore: tutto ciò è ormai racchiuso nel cuore di ogni Ducati.

900 SS TT IOM

La storia del titolo mondiale conquistato da Mike Hailwood sull'Isola di Man nel 1978 con la Ducati 900 SS è entrata a far parte delle leggende della storia del motociclismo sportivo. Nel 1974, a seguito di un terribile incidente in Germania, il pilota britannico aveva praticamente chiuso il sipario sulla sua carriera. 

Invece nel 1977, a Silverstone, Hailwood incontrò Steve Wynne della Sport Motor Cycles Ltd. di Manchester. Wynne fece provare a Hailwood una Ducati preparata da lui. Il campione inglese apprezzò l'assetto classico della posizione di guida e, per scherzo, si offrì di portare la moto in gara al Tourist Trophy dell'Isola di Man l'anno successivo. Hailwood e Wynne giunsero a un accordo, ma Mike era talmente incerto sulle sue chance in gara che voleva addirittura gareggiare con uno pseudonimo. Ciò nonostante, in breve stipularono un contratto: 1.000 sterline per la partecipazione alla gara e una Ducati nuova da parcheggiare in garage.  

Wynne acquistò dalla Ducati tre moto che facevano parte di un piccolo lotto di venti 900 preparate per le gare di durata. Fabbricate alla Ducati e, come sempre, messe a punto dai suoi migliori meccanici, le moto furono poi montate dalla NCR.

La moto erogava 87CV di potenza, qualcosa in meno della quattro cilindri Honda ufficiale di Read, costruita appositamente per vincere il primo campionato mondiale di Tourist Trophy. D'altra parte, in sella alla moto c'era Mike Hailwood. Dopo una gara veramente sensazionale, Hailwood vinse sia la gara sia il titolo, ripetendosi una settimana dopo a Mallory Park, dove batté di nuovo la concorrenza giapponese. 

750 F1

La 750 F1 utilizzata da Lucchinelli alla Battle of the Twin del 1986 è tuttora esposta al Museo Ducati.

Nel febbraio dell'85 la 750 F1 fu esposta per la prima volta alla Sydney Motorcycle Exibition.

Una delle creazioni più spettacolari del suo tempo, la 750 F1 resta tuttora una delle moto più ricercate nella storia della Ducati. 

Si tratta di una moto davvero minimalista: in essa non vi è nulla di ornamentale o superfluo e ogni dettaglio, ogni componente, trasmette una sensazione di essenzialità.

Quando uscì, la F1 era una generazione avanti per maneggevolezza e caratteristiche di guida. Il periodico Cycle disse di lei: "La F1 permette a un conducente competente di capire quali sono le sensazioni che si provano su una moto da gara, perché il motore lo aiuta...".

851 TRICOLORE

Se il Desmoquattro rappresenta una pietra miliare nella storia dello sviluppo dei motori Ducati, la 851 è la sua incarnazione. Costruita per conquistare il mondo delle corse, la 851 Tricolore sfoggia con orgoglio i colori della bandiera italiana e costituisce la prima rappresentante di una nuova generazione di moto stradali ad alte prestazioni prodotte negli anni ‘90.

Nel 1986, su progetto di Gianluigi Mengoli e Massimo Bordi, viene allestito il primo prototipo di un bicilindrico da 748 cc dotato di iniezione elettronica. Due anni più tardi la cilindrata sale fino a 851 cc, aprendo un nuovo capitolo nella storia delle supersportive Ducati.

Il disegno tecnico che accompagna la moto esposta nel museo rappresenta la sezione verticale della testa del motore Desmoquattro, dove si distinguono chiaramente le 4 valvole, il sistema desmodromico e i due alberi a camme.

Fin dalla prima uscita in pista, il nuovo motore a 4 valvole mette in evidenza l’indole racing della 851. Nonostante si tratti di un modello prodotto in serie, infatti, sono numerosi i dettagli concepiti per l’uso in pista; ne è un esempio il sistema di sgancio rapido del serbatoio che consente un rapido accesso alle parti meccaniche sottostanti durante le soste ai box.

Cilindrata

851 cc

Potenza massima

102 CV a 9000 giri/min

Velocità massima

Oltre 280 Km/h

Peso a secco

204 Kg

900 SUPERLIGHT

Mentre la 851 raccoglie successi sia in pista sia fuori, Ducati si dedica anche a un’altra tipologia di moto che risulta particolarmente apprezzata dagli Ducatisti di tutto il mondo: la 900 Superlight, che rappresenta un’edizione limitata 

Con la sua configurazione monoposto, la 900 Superlight è un altro esempio di come Ducati sia in grado di anticipare i tempi nel campo della ricerca e sviluppo, soprattutto per quanto riguarda la riduzione del peso. Costruire moto il più possibile leggere è da sempre una priorità: la leggerezza, infatti, garantisce una migliore maneggevolezza e maggiori prestazioni, oltre a garantire sicurezza e divertimento nella guida.

Quando nel 1992 la 900 Superlight compare per la prima volta sul mercato, presenta numerosi componenti sviluppati per ridurre il peso complessivo della moto. La ricerca della leggerezza, che trent’anni dopo ritornerà con la 1199 Superleggera, è ottenuta grazie ad una selezione dei migliori materiali: i parafanghi in fibra di carbonio, il codone monoposto in fibra di vetro, l’asta di reazione del freno posteriore in fibra di carbonio e i cerchi scomponibili in alluminio e magnesio. Particolari che all’epoca vengono utilizzati sui modelli da competizione.

Cilindrata

904 cc

Potenza massima

73 CV a 7250 giri/min

Velocità massima

250 km/h

Peso a secco

180 kg

SUPERMONO

Questa monocilindrica a quattro tempi straordinariamente raffinata ed elegante è il frutto del genio del progettista Pierre Terblanche unito alla visione di Massimo Bordi, tradotti in tecnica allo stato puro da Claudio Domenicali. 

Una vasta gamma di componenti e caratteristiche high-tech (raffreddamento ad acqua, iniezione elettronica, doppie bielle) hanno contribuito alla creazione di questa moto, la più competitiva della sua categoria.

Cilindrata

500 cc

Potenza massima

75 CV a 10.000 giri/min

Velocità massima

Oltre 220 Km/h

Peso a secco

118 Kg

999 F03

Due anni dopo la produzione della MHe, Ducati dovette affrontare una nuova sfida, ripensando al progetto della moto che, insieme al Monster, aveva dato più risalto alla produzione di Borgo Panigale: la 916. 

Nel corso di quasi dieci anni, la 916 e le sue derivate (748, 996 e 998) erano state prodotte in oltre 70.000 esemplari, ed era evidente che il compito di sostituire nella testa (e nel cuore) dei ducatisti la 916 non sarebbe stato cosa facile. Pierre Terblanche decise dunque di realizzare una moto di "rottura" che si discostasse dai canoni universalmente noti della 916.

Fu così che nacque la 999. La nuova Superbike di casa Ducati era decisamente diversa dalla 916, con una nuova linea, un forcellone bibraccio al posto del monobraccio della 916, i doppi fari essoidali anteriori e maggiore comfort per il pilota: tutto era stato pianificato per poter disporre di una moto tecnicamente molto avanzata.

La 999 si dimostrò terribilmente efficace anche in pista, conquistando tre titoli Superbike con Neil Hodgson (2003), James Toseland (2004) e Troy Bayliss (2006).

La sua vita produttiva, però, fu piuttosto breve: dopo solo cinque anni fu sostituita dalla 1098, che riprese le linee della Ducati 916.

Cilindrata

998 cc

Potenza massima

140 CV A 9750 giri/min

Velocità massima

Non disponibile

Peso a secco

186 kg

DESMOSEDICI RR

Nel 2001 Ducati scatenò un grande clamore annunciando l'inizio del progetto che l'avrebbe portata, nel 2003, a debuttare nel campionato MotoGP: la Desmosedici.

Al debutto la moto dimostrò una potenza strabiliante, e fu chiaramente evidente che la moto, nata grazie all'ingegno di Filippo Preziosi, aveva tutte le carte in regola per avviare un progetto vincente. Questo sentore divenne realtà quando Capirossi vinse la prima storica gara al GP di Catalunya del 2003.

L'anno successivo, durante il WDW 2004, l'allora AD di Ducati Federico Minoli annunciò una notizia che generò grande entusiasmo tra gli appassionati delle "rosse" di Borgo Panigale: nel 2006 sarebbe stata avviata la produzione della versione stradale della Desmosedici: la "Desmosedici RR". 

Prodotta in serie limitata di 1500 esemplari, a distanza di quasi dieci anni dall'uscita di produzione, la Desmosedici RR è ad oggi una delle moto più ambite dai collezionisti. 

Cilindrata

989 cc

Potenza massima

200 CV a 13800 giri/min

Velocità massima

Non disponibile

Peso a secco

171 Kg

1098 F08

Un anno dopo la grande stagione di Ducati in MotoGP, il Campionato del Mondo Superbike vede al via la 1098 F08.

Il 2008 rappresenta la prima stagione per questa Ducati e l’ultima per Troy Bayliss. Troy ha tr entanove anni, ma è ancora in grado di competere ai massimi livelli. Ed è esattamente ciò che fa insieme al team ufficiale riportando Ducati in vetta al Mondiale Superbike dopo il successo in MotoGP.

Undici vittorie gli consentono di conquistare il titolo Piloti con ampio margine sui diretti avversari.

Troy Bayliss realizza ciò che nessun altro pilota Ducati ha mai fatto nel Campionato del Mondo Superbike, vincendo tre titoli Piloti con tre generazioni di moto diverse: la 996 R, la 999 e la 1098. E il modo in cui domina la sua ultima stagione è la conferma di come il pilota australiano si sia reso protagonista di una carriera straordinaria, con cinquantadue vittorie complessive.

Per celebrare il suo terzo titolo, Troy decide di insegnare al mondo un po’ di matematica, aggiungendo un segno più tra il 2 e l’1 del suo numero di gara, che diventa pertanto 2 + 1, pari a “tre volte campione del mondo”. E per chiudere in bellezza, appone la propria firma sul serbatoio della moto dopo l’ultima gara.

Cilindrata

1198 cc

Potenza massima

198 CV a 11000 giri/min

Velocità massima

Non disponibile

Peso a secco

Non disponibile